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Carcere Sanremo, detenuto si crea ferite e lancia sangue agli agenti. Pagani (Uil): «Siamo sulla border line della catastrofe»

«Agli agenti coinvolti nell'aggressione va la solidarietà e la vicinanza della UIL» dice il coordinatore regionale UIL polizia penitenziaria

Sanremo. «Un detenuto appartenente al circuito prote0 S.N. , ristretto nel reparto C del carcere Valle Armea di Sanremo, per protesta alle 14,30 circa, ha iniziato ad inveire nei confronti di due agenti della polizia penitenziaria, improvvisamente il detenuto si è procurato delle profonde ferite, utilizzando la lametta lanciando il sangue in faccia e addosso ad entrambi i poliziotti. In stato di shock i poliziotti sono stati trasportati all’Ospedale cittadino, per l’avvio della profilassi e nel frattempo il detenuto, ormai fuori di testa, ha continuato con la protesta ingoiando lamette e batterie, ora si trova piantonato presso il nosocomio cittadino».

A renderlo noto è il coordinatore regionale UIL Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani che dichiara: “E’ l’ennesimo episodio critico nell’istituto di Sanremo, la UIL continua a denunciare la scellerata decisione dei vertici dell’amministrazione, dato che ad oggi il Penitenziario è privo, ancora di direttore e comandante titolari e soprattutto un Istituto sovraffollato 280 detenuti presenti. Le condizioni dell’Istituto di Sanremo non sembrano interessare ai vertici regionali, il personale di polizia penitenziaria si sta sobbarcando le problematiche che era facile prevedere ma che non sono state pianificate con la giusta attenzione, ci batteremo anche attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica per risolvere i problemi dell’istituto perchè gli agenti hanno il diritto di lavorare con dignità e con la dovuta sicurezza.

Siamo ancora in attesa di interventi mirati, che possano riportare la sicurezza all’interno dell’istituto in una regione in cui le condizioni lavorative sono drammatiche. Metteremo in atto tutte le forme di protesta – conclude Pagani - per cercare di sensibilizzare l’ottusità di un’amministrazione troppo distante dalle dinamiche che devono risolvere esclusivamente i poliziotti penitenziari. Agli agenti coinvolti nell’aggressione va la solidarietà e la vicinanza della UIL”. 

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