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Ventimiglia, una folla commossa al funerale di Mauro Sismondini fotogallery

Messa celebrata dal vescovo Antonio Suetta

Ventimiglia. Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto stamani, nella chiesa di Sant’Agostino, a Mauro Sismondini, 61 anni, ex politico e impiegato di banca morto il 15 maggio all’ospedale di Imperia dopo una lunga malattia. Almeno settecento persone, giunte anche da città limitrofi, hanno preso parte alla funzione celebrata dal vescovo diocesano Antonio Suetta, che ha parlato a lungo di Mauro, definendolo un amico e una persona molto impegnata per la comunità.

«Il momento che stiamo vivendo insieme è di dolore, tristezza e nostalgia perché viviamo il distacco di una persona cara – ha detto il vescovo nella sua omelia – Però credo di interpretare profondamente il cuore di Mauro e di non ferire la sensibilità dei suoi cari se dico che questo è un momento di gioia: stiamo celebrando la Pasqua del Signore».

«Quando mi ha raggiunto la notizia della sua morte e ho condiviso con alcuni confratelli qualche considerazione su di lui – ha aggiunto Suetta – mi è venuto alla mente quel passaggio del Vangelo in cui Gesù, incontrando Bartolomeo dice: “Ecco un vero israelita in cui non c’è falsità”. Se noi oggi pensiamo a Mauro per tutte le cose belle, preziose e importanti che abbiamo condiviso e che hanno arricchito la nostra esistenza, lo possiamo solo pensare in un modo: davanti a quello splendore che restituisce al suo volto quella luminosità, freschezza, gioia di vivere e quel sorriso che hanno sempre contraddistinto la sua vita e che la malattia non è riuscita del tutto a cancellare».

Impegnato fin da giovanissimo in politica con la Democrazia Cristiana, Mauro Sismondini ha partecipato alla vita amministrativa di Ventimiglia, entrando in consiglio comunale ancora nel 2002 con il secondo mandato del sindaco Giorgio Valfrè, e in quella parrocchiale.

«Ha gustato tutte le gioie più grandi della vita – ha concluso il vescovo – la fede, la famiglia e il suo lavoro. È lì che l’ho conosciuto e l’ho scoperto anche come amico. Si è impegnato generosamente per il bene comune anche nella politica e ha gustato tutte queste cose con un’unica prospettiva: quella della fede. Perché sapeva che tutte le cose belle della vita sono destinate a passare. Ho detto tutte queste cose non per fare un elogio di Mauro, che non avrebbe senso e che lui, penso, non avrebbe gradito, ma solo per far risuonare le parole del vangelo».

Durante le esequie, i commercianti di via Cavour hanno abbassato le serrande in segno di rispetto per il defunto.

 

 

 

 

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