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Ospedale unico e privatizzazione asili nidi: i banchetti di Potere al Popolo e Rifondazione

I presidi si terranno tutti i giovedì mattina presso il mercato di Porto Maurizio

Imperia. Potere al Popolo e Rifondazione Comunista terranno a partire da giovedì 9 maggio una serie di banchetti informativi dove i cittadini potranno firmare le petizioni riguardanti il mantenimento degli ospedali di Imperia e di Sanremo e la salvaguardia e il mantenimento della gestione pubblica degli asili-nido; i presidi si terranno tutti i giovedì mattina presso il mercato di Porto Maurizio in via XX settembre angolo via Cascione e i sabati mattina in via San Giovanni ad Oneglia.

«Riteniamo che l’eventuale smantellamento dei due ospedali, oltre ad essere una ghiotta occasione per l’ennesima speculazione edilizia, accrescerebbe il disagio da parte dei cittadini nel raggiungere un ospedale sempre più lontano considerati i problemi di viabilità della nostra provincia, intaserebbe ulteriormente il Pronto Soccorso e le liste di attesa continuando ad essere un DEA di 1 livello; proponiamo invece che si debbano investire risorse nella formazione del personale sanitario,nella medicina preventiva favorendo l’assunzione di nuovo personale medico e infermieristico. La salute è un bene ed un diritto inalienabile per tutti!!!

Per quanto riguarda la situazione degli asili-nido vorremmo fare un po’ di chiarezza. Nell’ultimo consiglio comunale di Imperia del 30 aprile è stata approvata a maggioranza la privatizzazione degli asili-nido comunali; ebbene, la scelta di privatizzare un servizio educativo così importante per le famiglie, per le donne, per i genitori che lavorano, per i ceti sociali meno abbienti che avranno una ricaduta in termini economici è stata motivata con l’esigenza di fare cassa, vista la situazione di pre-dissesto finanziario del Comune. L’Amministrazione comunale ha già deliberato l’aumento delle rette dei nidi, un rincaro consistente e gravoso, andando a prelevare parte di quel risparmio direttamente dalle tasche delle famiglie, gettando alle ortiche anni di esperienza e professionalità di tutto il personale che sarà assegnato ad altre mansioni con la certezza che il servizio, se gestito da privati e quindi finalizzato al profitto, risulterà peggiorato sia in termini di qualità che di tariffe, un copione già visto per ogni esternalizzazione di servizi pubblici, con un risparmio previsto di circa 340.000 euro per l’anno 2020.

E’ singolare però che nel corso della stessa seduta consiliare il sindaco Scajola abbia caldeggiato l’acquisto della ex sede dell’APT per un valore di 560.000 euro senza contare le spese per la necessaria ristrutturazione ed abbia dichiarato trionfalmente che le finanze del Comune erano state risanate tanto che risultava al 2018 un avanzo di cassa. Insomma, un’Amministrazione alquanto schizofrenica che dimentica i guai finanziari quando vi sono pratiche in discussione, salvo poi ricordarsene al momento di privatizzare i nidi. Centimetro dopo centimetro, l’Amministrazione Scajola sta smantellando i servizi sociali e sanitari di Imperia.

Invitiamo pertanto tutti i cittadini a firmare le petizioni. a non accettare passivamente l’ennesimo atto di cancellazione delle conquiste sociali, del Welfare sociale che colpisce in primis le donne e i soggetti più deboli. Ricordiamo che sono quasi tremila i cittadini imperiesi che versano in condizioni di povertà; questo è il vero DEGRADO della città, una città priva di sbocchi lavorativi e di servizi, carente sotto l’aspetto culturale,tanto da essere sempre collocata nelle ultime posizioni nelle graduatorie che classificano i livelli di benessere e di qualità della vita delle città italiane».

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