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Ospedaletti, altra causa per il porto di Baia Verde: l’Anap ricorre al Tar

Il ricorso, contro i no del comune al progetto di finanza, è stato depositato ieri

Ospedaletti. La prima notifica che si potrebbe veder recapitare il futuro sindaco della Città delle Rose è quella dell’Anap (Associazione Nazionale Autonoma dei Porti), la quale ha depositato, nella giornata di ieri, il ricorso al Tar contro il diniego del Comune alla richiesta di concessione su Baia Verde finalizzata alla realizzazione del nuovo approdo turistico.

L’Anap, rappresentata dell’ingegner Enrico Migliardi di Roma, ha da alcuni mesi messo nel mirino l’area sulla quale sarebbe dovuto sorgere il porto, opera bloccata da una sentenza del Consiglio di Stato, giunta al termine di un iter giudiziario durato circa 17 anni.

Alle richieste incalzanti dell’associazione specializzata nella costruzione e nella gestione dei porti turistici, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Blancardi aveva sempre risposto picche. Per gli uffici del Municipio, il progetto – denominato “Porto delle Rose” – non era accoglibile per almeno tre motivi: la mancanza di requisiti del soggetto proponente, l’incongruità del piano economico finanziario (che prevede ricavi per 59 milioni di euro) e la indisponibilità in capo all’ente pubblico delle aree oggetto di richiesta di concessione della durata di 90 anni.

La procedura di project finincing a quel punto si era arenata. Nel frattempo, secondo il giudice del tribunale di Genova davanti al quale pende la causa per risarcimento danni avanzata da Fin.Im. (il vecchio soggetto attuatore, poi fallito), se c’è una via d’uscita dalla causa civile, questa passa per l’accordo tra tutti i soggetti coinvolti dal contenzioso: Comune, Regione, Demanio, Ministero e le parti private.

Nel ricorso preparato dallo studio legale romano Cancrini e partners, l’Anap ha chiesto ufficialmente ai giudici amministrativi di pronunciarsi per l’annullamento del diniego rilasciato dal comune nei confronti del proprio progetto di finanza. Le ragioni che si possono leggere nell’atto sono basate sulla «violazione del principio del buon andamento ed imparzialità e ravvisando una violazione e/o falsa applicazione del codice degli appalti, oltre a un eventuale eccesso di potere per istruttoria assente, contraddittorietà infraprocedimentale, travisamento in fatto e diritto».

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