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Imperia, un successo la settima edizione del torneo “Pino Valle” per il rugby propaganda nazionale foto

Spettacolare e solida organizzazione del sistema Imperia Rugby e Union Riviera Rugby

Imperia. Ancora un’edizione, la settima, e, se possibile, ancora un successo: di numeri, di allegria, di gioco, di coinvolgimento anche emotivo. È difficile non commuoversi al momento delle premiazioni, che peraltro sono riconoscimenti generale, visto il carattere del rugby propaganda, basato sul miglioramento di sé e della squadra più che sul risultato finale.

E dire che gli auspici atmosferici, per una volta, non erano dei più gradevoli: inizio maggio con la luna di marzo, quindi instabile ed imprevedibile. Tuoni e fulmini notturni, piove ma non diluvia. Quando basta per rendere un po’ più morbido il terreno spesso impossibile dell’ormai glorioso “Pino Valle”. Poi vento, freddo, ma se non altro quel sole e quel po’ di tepore così caro agli ospiti: i piemontesi ed i bresciani convenuti ne hanno profittato.

Spettacolare e solida organizzazione del sistema Imperia Rugby e Union Riviera Rugby, quale franchigia provinciale. C’era proprio tutto: terzi tempi a ripetizione, hot dog, panini buonissimi, birra alla spina di alto livello, merchandising, gelati per la gioia di grandi e piccini, musica e poi quel clima amichevole, di ritrovo tra vecchi amici, che, forse, è il più bel ricordo di Pino Valle: una grande eredità.

Dal punto di vista meramente sportivo, ai nastri di partenza tutte le società previste, a cominciare da chi arriva da più lontano, come le Fiamme Oro di Roma, espressione della Polizia di Stato ove serviva Pino Valle, i padroni di casa dell’Imperia, i cugini del Sanremo, il Cogoleto, le realtà piemontesi di San Mauro e Collegno (e che sfide con San Mauro a livello seniores), gli Amatori Genova, da sempre importante scuola rugbistica ligure e infine altre dimensioni padane con i bresciani di Botticino e della Bassa, desiderosi di ben figurare al di là della sempre piacevole gita in Riviera e, graditissimi, i torinesi del Giuco, che lavora mediante il rugby al recupero di ragazzi spesso in condizioni sociali non facili.

Va detto: è stato un torneo che ha coinvolto le categorie under 6, under 8, under 10 e under 12. E hanno giocato, tutti e bene. I campi erano ben delimitati con una sezione apposita riservata agli under 6 grazie alla fattiva collaborazione del blasonato circolo del tiro con l’arco di Imperia. Per quanto riguarda il dettaglio delle varie categorie, si nota che nel girone under 6 partecipavano ben 25 miniatleti di Cogoleto, Imperia, Giuco e Botticino. I numeri vanno a salire con gli under 8, con le squadre di Cogoleto, San Mauro, Fiamme Oro, Giuco, Collegno, Imperia, Cogoleto, Amatori Genova, Botticino e Bassa Bresciana per un totale di 66 atleti.

Con gli under 10 c’era già il Sanremo Rugby, ancora Giuco, Bassa Bresciana, Botticino, San Mauro, Fiamme Oro, Amatori Genova, Collegno, Cogoleto ed Imperia Rugby e ben 107 atleti. Pienone con gli under 12 ove partecipano tutte le sopradette società più il Settimo Torinese aggregato al San Mauro 154 atleti rodati e gran spettacolo dell’Imperia Rugby.

A livello di classifica, si è fatto il punto con le premiazioni. La categoria under 6 è stata omaggiata dalla presenza di Simone Marinaro, giocatore in forza alle Fiamme Oro, nazionale under 20 e seven, nominato per il MVP (most valuable player) del campionato di Eccellenza italiano. Le coppe sono andate al Giuco di Torino come terzi classificati, al Botticino come secondi e al Cogoleto come primi (e va detto che alcuni piccoli giocatori dell’Imperia hanno rinforzato le fila del gruppo della storica società del Ponente genovese).

È quindi la volta di Stefano Fantini, presidente della franchigia Union Riviera Rugby, a premiare la categoria under 8, con Cogoleto al terzo posto, gli Amatori Genova al secondo e il Botticino di Brescia al primo (davvero notevole il settore giovanile di questa società). Massimo Zorniotti, fiduciario provinciale della Federazione Italiana Rugby nonché responsabile del settore sviluppo per il Comitato Regionale, chiosa con parole ferme il significato della giornata e premia la categoria under 10, con Botticino ancora in evidenza al terzo posto, la Bassa Bresciana al secondo posto e il Cogoleto al primo. Tocca infine al dott. Antonio Motosso, rappresentante del Comune di Imperia con importanti incarichi in varie Commissioni.

A lui l’onore di premiare la categoria under 12, ove si piazzano al terzo posto i giocatori del San Mauro Torinese, al secondo le Fiamme Oro di Roma ed al primo, meritatissimo, i ragazzi di Castaldo e Mariuccia Reitano ovvero l’Imperia Rugby. La quale segna 36 mete, ne subisce solo due e si prepara così in modo esemplare per il difficilissimo torneo internazionale di Santa Devota di Monaco, dove avrà sulla strada, da subito, i padroni di casa e gli ospiti d’onore i sudafricani cari a Sua Altezza Serenissima principessa Charlène.

Nel cuore del momento di aggregazione, coram populo, piace sempre, e tocca profondamente il cuore, la testimonianza di Michela, Sofia e Luca, moglie e figli di Pino Valle. Fin dalla prima edizione, ritornati sul campo e presenti sempre, vicini a tutti i piccoli giocatori che di fatto testimoniano i valori in cui Pino credeva e che vivono così, in tutta questa marea di colori e di sorrisi.

I numeri finali sono, come sempre, impressionanti. Undici società partecipanti, 352 atleti, 70 tra tecnici ed accompagnatori, undici arbitri, sette responsabili di campo, quattordici coordinatori dei gironi. Quaranta persone per gestire il terzo tempo e la kermesse della Club House e quindi addetti ai parcheggi ed alla logistica. Chaepeau.

È fine giornata, i pullman, uno ad uno, si allontano. C’è ancora molto da fare, smontare, pulire sotto il gazebo della direzione di torneo si radunano i tecnici dell’Imperia Rugby e della Union Castaldo, Mariuccia Reitano, Zumbo, Pallini, Gianno e Flavio Perrone: i volti cotti dal sole e dal vento. Più in alto c’è movimento, con l’incessante viavai dei volontari con maglietta azzurra griffata Imperia Rugby: ragazzi della under 16 e under 18, tecnici, sostenitori e familiari dei piccoli atleti, tutti coinvolti per il consueto unico scopo: “le giornate di rugby che ci piacciono”, come ha sottolineato Massimo Zorniotti.

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