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Imperia, caso privatizzazione Isah la Cisl: «intervengano prefetto Intini e assessore Viale»

I sindacati vogliono che ai lavoratori venga mantenuto il contratto di pubblici dipendenti

Imperia.  Il testo della nota: «La Cisl Funzione Pubblica nell’ambito del processo di trasformazione dell’Isah di Imperia da Ente pubblico a Fondazione, quindi soggetto di diritto privato, ha chiesto garanzie al presidente Stefano Pugi a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori attualmente occupati.

Ben consapevoli dell’importanza dei servizi che l’Ente eroga e continuerà ad erogare agli assistiti come organizzazione sindacale confederale riteniamo vada assolutamente salvaguardato e implementato il livello di servizio, non siamo entrati nel merito della scelta assunta dagli attuali amministratori, se da un lato questa scelta produrrà benefici all’Ente, rischia pero’ di ricadere esclusivamente sulle attuali lavoratrici e lavoratori dell’Ente (33 unità), in regime di contratto di lavoro del Comparto Pubblico, qualora non venisse definito un accordo a loro tutela, poiché rischiano di pregiudicare le proprie condizioni di lavoro, normativamente, contrattualmente ed economicamente, vedendo modificato il proprio status attuale di dipendenti della Pubblica amministrazione.

La Cisl al tavolo di contrattazione con l’Ente ha chiesto il mantenimento dell’attuale Contratto Nazionale degli Enti locali ma non solo, ha chiesto anche che venga riconosciuta la possibilità di ricollocazione in Enti ed Aziende Pubbliche sul territorio, senza modifiche quindi dello status giuridico di Dipendenti Pubblici assunti a seguito di formali Concorsi indetti da un Ente, I’Isah, facente parte sinora del comparto della Pubblica amministrazione.

Stante anche i tempi molto ravvicinati di trasformazione, e l’assenza ad oggi delle condizioni per chiudere l’accordo, abbiamo chiesto al  prefetto Alberto Intini una convocazione per un tavolo di confronto con la parte datoriale e con l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Sonia Viale, per la ricerca di tutte le soluzioni possibili compresa la disponibilità al riassorbimento da parte degli Enti territoriali».

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