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Imperia, affondo di Scajola sul governo alla manifestazione dei sindacati: «Sono pataccari non statisti» fotogallery

Festa di Cgil, Cisl e Uil dedicata all'Europa all'Anfiteatro della Rabina

Imperia. «Non possiamo prendere esempio da quelli che la mattina si svegliano governando l’Italia, sentono quali sono gli umori già negativi del Paese e cavalcano quel tema. Con quella stessa logica Churchill avesse sentito gli umori del momento non avrebbe dichiarato la guerra a Hitler e Hitler sarebbe arrivato a Londra. Noi cerchiamo di avere e speriamo di avere un giorno degli statisti e non dei pataccari».

Il sindaco Claudio Scajola portando il saluto della città alla manifestazione provinciale per la Festa dei lavoratori organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil  alla Rabina non ha avuto parole tenere nei confronti del Governo gialloverde.

«Il 1° maggio -ha proseguito il primo cittadino –  è la festa delle bandiere rosse? E’ la festa della sinistra? E’ la festa del sindacato? E’ la festa dei lavoratori? Credo che la definizione più giusta che si possa dare è che il primo maggio è la festa del lavoro, e il lavoro va difeso da chi ce l’ha e dato a chi non ce l’ha. Credo che se un taglio, a mio parere, deve essere dato è quella dell’unità degli intenti per riuscire a conservare il lavoro, dare lavoro, e migliorare le condizioni del lavoro. Ritengo che in tempi così difficili e complicati come stiamo vivendo sia necessario che ognuno abbia maggiore consapevolezza del tempo che viviamo. Un’accusa che si fa, che è diffusa. Il sindaco difende quelli che hanno già il lavoro, difende i sindacalisti, lavora poco per costruire condizioni migliorative per i lavoratori e per dare lavoro a chi non ce l’ha. Voi lo sapete bene che questo è il vulgo di questi tempi in cui ci sono annunci, dichiarazioni, che non corrispondono a nulla che abbia una base culturale, storica, ma soltanto a una profonda e pericolosa ignoranza che sta espandendosi nel nostro Paese. Avete fatto bene a dedicare questa ricorrenza all’Europa. Perché anche qui con profonda ignoranza si crede che l’Europa sia un ostacolo invece che la speranza non solo come lo è stata per noi giovani, come ideale del dopoguerra, ma sia una speranza per riuscire a portare l’Italia fuori dalle difficoltà in cui è. Questo provincialismo diffuso che porta anche qui nel nostro territorio ad avere una esagerata visione campanilistica non ci porterà da nessuna parte. Noi dobbiamo fare sistema. Io credo che l’Europa vada riaggiustata, vada in qualche modo migliorata, ma è possibile che ci dimentichiamo che questa Europa è quella che ci ha permesso per la prima volta da millenni di non avere per 70 anni una guerra tra i Paesi europei?»

«Vi pare poco -ha sottolineato Scajola? I progressi che si sono fatti in questa Europa? E’ altrettanto evidente che i grandi potentati mondiali non la vogliono l’Europa unita e hanno degli ascari nei singoli Paesi, e hanno ascari anche in Italia perché è chiaro che all’America, alla Russia, all’Asia dà fastidio un’Europa forte. Ma perché non le diciamo queste cose? Perché non riusciamo insieme a cogliere l’esigenza di non farci frammentare? Quelli che urlano contro le banche, si preoccupano forse in maniera eccessiva di quelli che avendo i soldi li hanno investi a rischio, sapendo che era a rischio, e adesso che li hanno persi li vogliono indietro, e noi abbiamo i giovani disoccupati che non trovano lavoro. Credo che noi su questi temi dobbiamo essere molto più concreti e molto più seri».

Sono intervenuti i segretari di Cgil,  Cisl e Uil locali, Fulvio Fellegara, Antonietta Pistocco e Milena Speranza e il segretario nazionale della Uil Domenico Proietti.

Si è esibito il gruppo sanremese “Carlito e i suoi briganti”.

 

 

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