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Come superare la fine di un amore: guarire da un lutto e riscoprire se stessi

La fine di una relazione d’amore può essere causa di una sofferenza immensa

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La fine di una relazione d’amore può essere causa  di una sofferenza immensa, capace di attivare nel cervello le stesse aree cerebrali coinvolte nella dipendenza e nel dolore fisico.

Quando subiamo un abbandono o un rifiuto soffriamo con l’intero corpo, ci sentiamo incapaci di proseguire la stessa vita che ora ci appare svuotata, faticosa o impossibile. La fine di un rapporto è un’esperienza emotivamente devastante, associata ad una forma di dolore che può causare insonnia, cambiamenti nell’appetito, depressione, ansia e persino pensieri e comportamenti suicidi.

Essa è quindi un’esperienza di perdita che presenta aspetti assimilabili all’elaborazione del lutto, perciò attiva sentimenti di rabbia, disperazione, senso di vuoto e distacco finale, sovrapponibili a quelli percepiti dopo la morte di una persona cara. La separazione mette  l’individuo inevitabilmente di fronte allo spettro di solitudine, del vuoto e del dolore. Comporta il dover ricominciare, il doversi mettere nuovamente in discussione e perdere i propri punti di riferimento. E per evitare questa condizione spesso i partner decidono di restare ugualmente, pur non essendo affatto felici. O restano insieme non sopportandosi, o lasciandosi e ritornando sui propri passi mille volte. Continuando a reiterare un rapporto che oramai ha ben poco da donare ad entrambi. Le storie iniziano, hanno una loro evoluzione, poi a volte inesorabilmente cambiano.

I partner evolvono, i loro bisogni nel tempo non sono più gli stessi, e cosi ad un certo punto diviene impossibile continuare a stare insieme. Mettere la parola fine ad una storia d’amore è difficile per entrambe sia per chi prende l’iniziativa, e sopratutto per chi si trova a subire tale scelta. A volte si tratta apparentemente di un fulmine a ciel sereno, altre è qualcosa che si continua solo a rimandare, ma chiaro ad entrambe. In tali circostanze parlare di colpe è del tutto inutile in quanto non si trovano mai solo da una parte, e sopratutto non hanno alcun effetto consolatorio. E comunque possono essere tanti i motivi per cui due persone che hanno percorso un pezzo di vita assieme, ad un certo punto non riescono più a condividere nulla.

A volte tale condivisione non c’è mai stata in quanto la storia si reggeva su presupposti differenti e molto lontani dalla condivisione, dalla crescita e dall’avere un progetto comune. A volte le storie iniziano per timore della solitudine, andando a ricercare l’accudimento e le cure dell’altro. O per rientrare di crediti antichi e non riscossi, come sentirci amati, capiti, sentire di valere tramite l’altro. La coppia diviene quindi una sorta di “stampella” senza la quale pensiamo di non poterci sostenere. E questo porta a volte ad accettare anche l’inaccettabile, pur di scacciare ad ogni costo la solitudine e il dover fare i conti con noi stessi.

Ma le relazioni che nascono e si reggono solo su questi presupposti, non hanno spesso vita facile ne evoluzione gratificante per entrambi i partner. Se da un lato la fine di una storia d’amore porta con se dolore e delusione, dall’altro, offre una crescita personale straordinaria, una rinascita, il potenziamento della personalità. Ogni persona in base al livello di attaccamento con il partner, alle abilità possedute e altre componenti, risponderà diversamente al trauma del distacco.

Alcuni sviluppano disturbi dell’umore, una compromissione che si ripercuote in tutti gli ambiti personali, dal lavoro alla vita personale. La persona in questo stato non riesce ad elaborare il lutto, non lo accetta, non riesce a trovare un motivo valido per la fine di un amore che appariva cosi forte ed idilliaco.Resta cosi patologicamente legato al passato, un blocco che non permette di vivere il presente e progettare un futuro.

Generalmente l’elaborazione della fine di una relazione importante e il suo superamento avviene entro una soglia temporale che va dai dodici ai quattordici mesi. Il più potente antidolorifico è la condivisione, la nostra più grande risorsa sono proprio le relazioni, le persone a cui vogliamo bene e che ci vogliono bene, le persone con cui possiamo essere noi stessi, e viverci completamente. Abbiamo bisogno di prenderci cura di noi, dei nostri bisogni e di confrontarci con persone con le quali abbiamo una relazione gratificante. Dobbiamo portare fuori la rabbia, o il dolore, o il senso di vuoto. E condividere anche bei momenti di confronto, di svago, con coloro che ci apprezzano e ci vogliono bene. Tutto ciò un pò alla volta porterà le nostre emozioni ad evolvere e a cambiare in meglio. Dobbiamo concederci del tempo naturalmente, ma solo cosi la nostra sofferenza troverà la giusta collocazione. Superare la fine di una storia d’amore è possibile, e nonostante il dolore possiamo tornare ad avere fiducia a stare bene e ad innamorarci.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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