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Cna Produzione: forte la preoccupazione per l’articolo 10 del decreto legge Crescita

Prevede l’ecobonus scontato direttamente in fattura

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Imperia. “L’articolo 10 è un invito puro e semplice ad utilizzare, per gli interventi di riqualificazione energetica, i servizi proposti dalle grandi catene distributive e dalle multiutilities, con la conseguenza di determinare una fortissima concentrazione del mercato della riqualificazione energetica in capo a pochissimi grandi operatori.”, così esordisce Marco Zagni, Presidente territoriale CNA Produzione.

L’ articolo 10 del DL Crescita del 30 aprile, n.34 (modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico) prevede la possibilità, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare, al posto del loro utilizzo diretto, per un contributo anticipato di pari importo come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali.

In pratica si scarica direttamente sull’impresa che dovrebbe svolgere l’intervento, quasi sempre di piccole dimensioni, gran parte dell’onere finanziario derivante dal costo dell’intervento stesso. La previsione poi che questa misura sia opzionale è decisamente opinabile in quanto è irreale prevedere che un contribuente opti per l’utilizzo delle detrazioni fiscali, il cui importo può scontare in dieci anni, potendo usufruire immediatamente della stessa somma.

Un provvedimento che sicuramente agevolerà la grande distribuzione e le grandi catene, che possono vantare rilevanti crediti di imposta da compensare, che già da tempo si sta affacciando nel mercato della ristrutturazione e riqualificazione energetica e che ha le capacità economiche ed organizzative per cogliere quanto nel D.L.: l’art. 10 potrebbe infatti essere impossibile da applicare
qualora una piccola impresa non dovesse avere crediti di imposta da utilizzare in compensazione.

“Fermo restando il momento di forte difficoltà finanziaria anche in termini di liquidità delle nostre realtà artigiane, ci si chiede quante di queste possano avere la capacità economica di poter sopportare questo provvedimento. Ci faremo dunque portavoce per far cancellare una norma che è contro le piccole imprese e rappresenta un vero e proprio ostacolo alla libera concorrenza”, conclude Zagni.

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