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Casinò di Sanremo negato per incontro del sindacato Ugl, lettera aperta al sindaco Biancheri

«Torno a chiedere quali siano le motivazioni logiche a conforto del diniego espresso dall’azienda» dice Roberto Spina coordinatore Nazionale Ugl

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Sanremo. Roberto Spina coordinatore Nazionale Ugl Terziario case da gioco scrive al sindaco Alberto Biancheri in merito alla richiesta negata di una sala del Casinò per un incontro con tutti i candidati sindaci.

 

Lettera aperta al Sig. Sindaco di Sanremo.
Come è noto nei giorni scorsi il Segretario Aziendale della nostra Organizzazione Sindacale aveva richiesto all’Azienda la disponibilità di una sala per un incontro con tutti i candidati alla carica di Sindaco per parlare del futuro della casa da gioco. La risposta pervenuta è a dir poco allucinante che, mi è oltremodo difficile comprendere il come ed il perché al Sindacato UGL Terziario non sia stato concesso l’uso dei locali per la manifestazione che avevano programmato per ascoltare il pensiero dei candidati a Sindaco di Sanremo in tema casa da gioco.

 

Non intendo disquisire sulla motivazione accampata dall’azienda per supportare la risposta negativa, non ho gli elementi per farlo; desidero soltanto osservare che se il tema fosse stato “turismo e casa da gioco” molo probabilmente la risposta sarebbe stata di altro tenore (visto che a quanto pare la sala ad altra organizzazione viene concessa). Infatti non v’è dubbio alcuno – a datare dai Decreti Luogotenenziali, forse in modo meno evidente al Decreto relativo al casino di Saint Vincent, questo si in maniera del tutto chiara – che l’accostamento casa da gioco e turismo è obbligatorio trovarlo.

 

D’altra parte – rileggendo le interviste che i candidati hanno rilasciato a Gioconews Casinò ,il più prestigioso e autorevole sito in Italia, è più che agevole leggere l’accostamento di cui si è parlato. Da sempre, qualche volta più altre meno, la casa da gioco è intervenuta a sollecitare e supportare iniziative mirate al turismo in ogni possibile declinazione di questa attività volta al miglioramento dell’immagine della Cittadina ligure. Non credo possa sottacersi che l’autorizzazione al casinò è del Comune, che la società di gestione è a capitale interamente pubblico, che l’azionista nonché il proprietario dell’immobile è il Comune e che le entrate che ne derivano servono a sostenere le iniziative in discorso.

 

E’ del tutto evidente che l’interesse della popolazione e dei dipendenti della casa da gioco sia rivolto a conoscere anche e soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative, quanto i candidati pensano e come intendano impegnarsi su un tema di tale rilevanza. Ed allora, in conclusione, torno a chiedere – in quanto non la comprendo e come me, penso, altri – quali sono le motivazioni logiche a conforto del diniego espresso dall’azienda.

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