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Camporosso, venti sospettati per l’inquinamento del torrente Nervia

Al momento non si verificano episodi di mortalità tra l’avifauna dell’oasi protetta del Nervia

Camporosso. Ci sono venti persone sospettate per lo sversamento di gasolio nel torrente Nervia che si è verificato martedì sera e che è stato provocato, probabilmente, dal lavaggio di una cisterna a uso agricolo o industriale. Al momento, però, non ci sono indagati. La Procura di Imperia ha infatti aperto un fascicolo con l’accusa di inquinamento ambientale contro ignoti.

I sospetti ricadono sui titolari di alcune attività nei dintorni di via Braie, parallela al corso d’acqua, dove sorgono numerosi stabilimenti e industrie, oltre a officine meccaniche. Sarà però molto difficile risalire al colpevole e comprendere anche se si sia trattato di un incidente piuttosto che della volontà di commettere un illecito.

Ieri carabinieri forestali, con l’Arpal, la guardia costiera e i tecnici comunali hanno effettuato un accurato sopralluogo  e per risalire alla causa, hanno ispezionato attentamente tutti i tombini di via Braie, trovando alcune tracce di gasolio nelle acque bianche che poi confluiscono nel torrente.

Al momento non si verificano episodi di mortalità tra l’avifauna dell’oasi protetta del Nervia, che sorge alla foce del corso d’acqua. Nonostante questa disti diverse centinaia di metri dal luogo in cui si è verificata la fuoriuscita di gasolio, le chiazze oleose l’hanno raggiunta, mettendo a repentaglio la vita di germani, gabbiani, oche e altri uccelli.

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