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Camporosso, nuova avventura per il “Team Moschitta” al Campionato Unificato kick boxing a Roma foto

I giovani pugili hanno impressionato soprattutto, per l’ottima tecnica e la spiccata personalità dimostrata sul ring, doti difficilmente riscontrabili in atleti così giovani

Camporosso. Spesso le palestre, dove si praticano sport da combattimento, racchiudono tra le loro mura storie di vita tormentate e travolgenti, ma quando si parla del “Team Moschitta” di Camporosso, si può solo parlare del grande impegno che quotidianamente il maestro Antonio, continua a profondere a favore della “nobile arte” nel ruolo di educatore sportivo Coni.

Lui e il suo staff composto da Rocco Loiacono, Manlio Sciortino, Cristofer Massari e Chiara Muratore, ogni giorno, avviano alla pratica sportiva concittadini giovani e meno giovani. I kickboxer del “Team Moschitta” stanno crescendo nel settore giovanile, come ci dimostrano le eccellenti prestazioni, sia dal punto di vista tecnico che agonistico degli atleti che hanno preso parte al Campionato Unificato italiano, svoltosi a Roma lo scorso fine settimana.

Ecco i nomi dei partecipanti all’evento:
Alice Moro Vice Campionessa Italiana Assoluta k1 +65 kg, prima classificata in gara di stile e tecnica;
Chiara Perini, prima classificata sia in stile che sul ring di k1 nei -64 kg;
Lorenzo Giovinazzo che combattendo 4 incontri come un leone, nei -65 kg, vince addirittura la cintura da Campione Italiano Assoluto Light.

I giovani pugili hanno impressionato soprattutto, per l’ottima tecnica e la spiccata personalità dimostrata sul ring, doti difficilmente riscontrabili in atleti così giovani. Splendida la performance del tecnico Antonio Moschitta, che, nonostante non combatta più da oltre tre anni, si è messo in gioco di fronte ai suoi ragazzi.

Grazie alla motivazione e il caloroso sostegno dei suoi allievi, ha dato vita ad un incontro, nei +90 kg, bello a vedersi, pieno di movimenti tecnici spettacolari e ha conquistato il titolo di Campione Italiano, nella sua categoria, a 43 anni, dimostrando cuore e grinta.

È in questi momenti che, con grande sorpresa, scopri il rapporto unico che lega un atleta alla sua figura di riferimento. Ci vuole stima. Ma soprattutto rispetto. Ed il rispetto non esiste se imposto ma solo se guadagnato. Capisci solo allora che in questi gesti è celata tutta la cura e professionalità di un maestro. Una storia tutta da vivere, che parte da molto lontano.

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