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Bandiera blu a Imperia, il commento di Sinistra italiana

«L'augurio è che non venga utilizzato dal sindaco per fare un nuovo dietrofront sulla proposta di far diventare a pagamento i parcheggi nelle zone limitrofe alle spiagge»

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Imperia. Finalmente una buona notizia per Imperia. Per la prima volta nella storia della città è stata riconosciuta la bandiera blu alle spiagge cittadine.

«L’augurio per Imperia è che tale riconoscimento non venga utilizzato dal sindaco per fare un nuovo dietrofront sul parziale passo indietro sulla proposta di far diventare a pagamento i parcheggi nelle zone limitrofe alle spiagge, prendendo a pretesto la consonanza cromatica tra bandiera e parcheggi blu. – scrive Lucio Sardi di Sinistra italiana-Sinistra in Comune.

L’ottenimento della bandiera blu, considerato lo stato delle politiche ambientali della città (depurazione acque e rifiuti), può apparire un evento miracoloso ma non giustifica certo quelli annunciati dal sindaco, sulla cui veridicità neanche i terrapiattisti hanno dato credito.
Il primo è quello della moltiplicazione dei parcheggi non a pagamento che il sindaco ha declamato nella conferenza stampa fatta per mettere una pezza al pasticcio creato dagli annunci sulle novità sui parcheggi. In questa occasione il sindaco è riuscito “miracolosamente” a conteggiare a compensazione dei minori parcheggi gratuiti in centro città quelli, peraltro neanche ancora tutti realizzati, delle frazioni. Come se un residente o un commerciante di Oneglia, non avendo più parcheggi gratuiti in centro, possa pensare di andare a parcheggiare ad Artallo, quando peraltro tale parcheggio sarà realizzato.

Continua – Altro “miracolo” annunciato dal “san Claudio” cittadino è quello dei parcheggi a pagamento più economici di quelli gratuiti. Per il sindaco “santone” la rimodulazione delle tariffe dei parcheggi a pagamento, che seguirà alla loro proliferazione a danno di quelli gratuiti nel centro città, consentirà infatti ai cittadini imperiesi di risparmiare rispetto al passato grazie, per i residenti, al riconoscimento della tariffa oraria agevolata di 50 centesimi all’ora. Ricordiamo al sindaco che per un residente del centro città che deve parcheggiare la sua auto per 24 ore al giorno dove vive, o per un commerciante con negozio in centro che lascia la sua auto parcheggiata in orario di lavoro, non avendo più parcheggi liberi, se spende 50 centesimi l’ora li spende tutti in più. Non ci vuole una laurea in economia per comprenderlo, basta non credere ai miracoli fasulli.

Lasciando perdere i miracolosi annunci e tornando alla cruda realtà, nell’ultimo consiglio comunale la giunta Scajola ha portato due pratiche che marcano il profilo dell’operato di questa amministrazione.
Nella stessa seduta sono state infatti presentate e votate la privatizzazione degli asili nido comunali e l’acquisto di un immobile. La privatizzazione degli asili nido è stata giustificata dalla “insostenibilità” del costo del servizio per le casse comunali e dalla procedura di riequilibrio del dissestato bilancio comunale imposte dalla Corte dei Conti. Che questa giustificazione non regga, e che sia stata invece utilizzata strumentalmente per liberarsi di un fastidioso “fardello amministrativo”, si vede proprio leggendo le norme sul riequilibrio dei conti degli enti in dissesto, dove per gli asili nido vi sono obblighi di copertura dei costi meno severi e nessun obbligo di privatizzazione.

Nella stessa seduta in cui l’amministrazione comunale dichiara di essere “costretta” a privatizzare gli asili per risparmiare risorse a bilancio, riesce invece a trovarle per fare fronte ad una “brillante operazione immobiliare” con l’acquisto di un immobile da utilizzare per gli uffici comunali del settore cultura. Parlando di cultura, ma di quella politica, si coglie quale sia quella di una amministrazione disposta a scaricare sui lavoratori e gli utenti di un settore sociale delicatissimo (gli asili nido) le proprie esigenze di economie di bilancio, e trova nello stesso momento le risorse da investire in una operazione immobiliare assolutamente marginale per le esigenze della città.
Il settore immobiliare, come ci hanno insegnato le cronache, non è quello su cui il sindaco Scajola ha dato maggiore prova di se, ma evidentemente per la sua amministrazione i figli sò pezzi ‘e mattone» – conclude.

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