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Agroalimentare, Coldiretti Liguria: «La pirateria internazionale danneggia le aziende dei territori italiani»

A Tuttofood in mostra le imitazioni più eclatanti nel mondo

Genova. Dall’olio al vino fino ai formaggi: anche i prodotti Made in Liguria risentono della concorrenza sleale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all’Italia, facendo salire ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo, con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio.

Lo riporta Coldiretti Liguria, nel commentare l’analisi Coldiretti e Filiera Italia presentata in occasione dell’apertura di Tuttofood, World Food Exibition che si svolge alla Fiera di Milano fino al 9 maggio, con le due organizzazioni presenti in uno spazio innovativo (Padiglione 1 – Stand A02 – B01) dove sono smascherati gli ultimi casi più eclatanti di falso Made in Italy a tavola, con l’anteprima della mostra su “L’inganno del falso Made in Italy nel piatto”.

Nonostante il record fatto segnare nelle esportazioni agroalimentari Made in Italy, che nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi, oggi più di due prodotti di tipo italiano su tre venduti nel mondo sono falsi, con il fenomeno del cosiddetto italian sounding che colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti.

«Il successo dei prodotti alimentari italiani nel mondo – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – è da imputarsi alla qualità della nostra agricoltura e della nostra pesca, portate avanti nel rispetto dell’ambiente e rispondendo a controlli serrati che ne garantiscono la genuinità. A far esplodere il falso, che ruba all’Italia trecentomila posti di lavoro, è stata paradossalmente la “fame” di Made In Italy all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost, ma anche le guerre commerciali scaturite dalle attuali tensioni politiche, come ad esempio l’emergere del pericolo di misure protezionistiche e la chiusura delle frontiere americane o il pericolo della Brexit.

Dopo un 2017 ottimo per l’esportazione dell’agroalimentare Made in Liguria, nel 2018 si è registrata una brusca frenata, che rischia di peggiorare ulteriormente a causa della concorrenza sleale di prodotti taroccati, di minore qualità, che si trovano sugli scaffali in giro per il mondo e che minano il mercato delle nostre eccellenze, dall’ oliva taggiasca agli ortaggi e la frutta ottenuti grazie alle numerose biodiversità presenti in Liguria, dai formaggi alla carne, fino al pesce locale. Bisogna cercare di smascherare questi imbrogli e garantire che un prodotto acquistato come italiano all’estero, provenga appunto dal nostro Paese».

Sulle nuove sfide dell’agroalimentare nazionale domani martedì 7 maggio alle 14,30 all’Auditorium della Fiera di Milano a Rho parteciperà al Forum organizzato da Filiera Italia e Coldiretti a Tuttofood il premier Giuseppe Conte che in più occasioni ha ricordato l’importanza della tutela e promozione delle indicazioni geografiche Made in Italy. Le imprese agricole italiane e i principali marchi dell’industria alimentare nazionale, riuniti in una storica alleanza, presentano al presidente del Consiglio una realtà da primato del Made in Italy nel mondo ma anche le criticità da affrontare ed i progetti di crescita da realizzare in Italia e all’estero. Sarà illustrato il primo studio sul valore della filiera agroalimentare italiana dal presidente del Censis Giuseppe De Rita.

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