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«Vivere senza violenza», a Sanremo nasce il centro per “rieducare” gli uomini

Si rivolge agli autori di violenze verso la partner o in famiglia

Nasce a Sanremo il primo centro della provincia di Imperia che vuole “rieducare” gli uomini, adulti e adolescenti, nelle loro relazioni affettive: «V.S.V., Vivere senza violenza».

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In via della Mercede 2, il centro è nato dalla sinergia tra l’associazione White Dove e, in qualità di soggetto capofila della Conferenza dei sindaci, il Comune di Sanremo, grazie al finanziamento a valere sul POR FSE – Asse 2 – Priorità d’investimento 9I – Obiettivo specifico 9.1. “Famiglie al centro – Un centro per le famiglie”.

Con l’obiettivo di proteggere le donne e i minori vittime di violenza, la nuova realtà opera in integrazione all’attività svolta dal Centro antiviolenza I.S.V. diretto da Martina Gandolfo e si rivolge agli uomini autori di violenze verso la partner o in famiglia 

«Il suo operato –spiega Silvia Baudrino, vicepresidente e counselor di White Dove  – si basa sull’esperienza della nostra onlus che dal 1998 si occupa dei temi della paternità e del maschile attraverso una task force composta da psicologi, pedagogisti e counselor. V.S.V. proporrà un programma di trattamento che aderisce alle indicazioni della Convenzione di Istanbul nel contrasto alla violenza di genere».

Il centro è attivo dal mese di marzo ed è aperto un pomeriggio alla settimana. Qui vi si può accedere sia in modo spontaneo sia su segnalazione di istituzioni.

«Il programma di cambiamento – entra nel dettaglio il coordinatore clinico Davide Parma – prevede circa cinque colloqui individuali con un operatore, finalizzati al successivo ingresso nel gruppo che ha la durata di almeno un anno. Un primo colloquio serve a stabilire un contatto con l’uomo, si ascolta la sua storia, il motivo per cui si è rivolto al centro. Si cerca di costruire un’anamnesi rimanendo focalizzati sempre sul tema della violenza».

Successivamente avviene l’inserimento nel gruppo, co-condotto da un’operatrice e un operatore. «Ciò – aggiunge Parma – aiuta a creare un sentimento di appartenenza diminuendo ulteriormente l’imbarazzo, la vergogna e le censure, aumentando di conseguenza la motivazione verso il cambiamento. Attraverso tecniche espressive, somministrazione di schede,ascolto di racconti e altre attività ad hoc si facilita la conferma di assunzione di responsabilità. È infatti nel gruppo che avviene il vero cambiamento dell’uomo».

«È un’iniziativa unica nel nostro territorio – sottolinea Costanza Pireri, vicesindaco e assessore alle Politiche sociali –. Come Centro antiviolenza ci occupiamo della protezione della donna che ha subito violenza ma non abbiamo mai lavorato sull’altra aspetto, quello dell’uomo maltratto e dell’uomo autore di violenza. Per questo ci siamo affidati alla onlus White Dove, associazione di Genova che ad oggi ha la maggiore esperienza su questo fronte. Il progetto nasce da una rete in cui opereranno il Centro antiviolenza, i servizi sociali, l’Asl e le forze dell’ordine. Vogliamo lavorare insieme affinché gli uomini possano riacquistare un’interiorità adeguata e non riproporre più episodi di violenza sulle loro compagne».

Come conclude il vice questore aggiunto Adriana Di Biase, «Il nuovo centro è un pezzo mancante della rete messa in atto sul territorio per la lotta alla violenza di genere».

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