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Ventimiglia, passeggiata alla scoperta dei santuari di San Secondo foto

«L'itinerario si sviluppa ad anello tra la val Roja e la val Nervia»

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Ventimiglia. Sabato 4 maggio, dalle 9, vi sarà la possibilità di percorrere il circuito dei santuari di San Secondo. Tutti sono liberi di partecipare all’evento organizzato da Franco Carè. La partenza sarà dal piazzale di San Secondo, mentre il rientro è previsto intorno alle 13-13,30.

«L’itinerario si sviluppa ad anello tra la val Roja e la val Nervia, al di sopra di Ventimiglia, o meglio a monte del quartiere di San Secondo. Sembra impossibile che a poche centinaia di metri da una località urbanizzata (spesso in maniera piuttosto invasiva) si possano trovare ambienti e vedute come quelli che si incontrano lungo gran parte del tracciato qui descritto.

Si parte dalla piazza di San Secondo, a lato del Santuario, si sale lungo via dei Gerani, quindi attraverso un passaggio pedonale sede dell’antica mulattiera, si raggiunge Via dei Martinazzi, la si segue in salita sino a che non termina l’asfalto. Da qui si prosegue su un sentiero pianeggiante (negli anno 90 parte del sentiero Arcobaleno) che si inoltra nel vallone di San Secondo tra una rigogliosa vegetazione. Si sale tra fasce da tempo non più coltivate e muri a secco sino alla borgata abbandonata dei Valloni, che si attraversa passando sotto una volta.

Dopo con alcuni saliscendi, tra fasce con muri a secco e coltivi abbandonati da tempo, si giunge su terreno roccioso e coperto da arbusti di cespugli di cisto e lentisco , ed il profumo di timo e rosmarino. Da qui, si apre un panorama fantastico sul borgo medioevale di Ventimiglia, la foce del Roja e le mura medioevali. Continuiamo verso nord, e risaliamo un valloncello attraversando una macchia alta con pini di Aleppo sino a raggiungere uno sterrato. L’orizzonte a oriente è libero, vediamo ad est la cima del Caggio, del Bignone e del Ceppo. Il terreno è spoglio, con macchie di lentisco e ginestra. Sempre seguendo la strada raggiungiamo di nuovo il crinale a sud del monte Carbone.

Ci affacciamo nuovamente sulla val Roja, Grammondo e Longoira ci sono di fronte. Proseguiamo verso destra, lungo le pendici sud del monte Carbone, verso l’Alta Via dei Monti Liguri e Camporosso, per poi svoltare a sinistra verso sud. Passiamo tra due piloni di un vecchio cancello, imboccando un ripido sterrato, molto rovinato che scende in direzione del Santuario della Madonna delle Virù. Dopo l’eventuale visita al luogo di culto, proseguiamo in discesa lungo l’asfalto per qualche decina di metri ed alla prima curva andiamo diritti lungo la strada sterrata che poi diventa mulattiera che in breve ci porta sulla linea ferroviaria.Seguendola verso sinistra dopo poche centinaia di metri ritroviamo il piazzale di partenza» – spiegano gli organizzatori.

L’antico Santuario scavato nella falesia di Roverino. Risalente al XIV secolo, è un santuario molto singolare, perché ricavato all’interno di una cavità naturale. Nel 1520 i frati Agostiniani edificarono una cappella dedicata alla Vergine delle Virtù, per conservare un ritratto della Madonna. La cappella fu poi ampliata nel corso dei secoli, fino a divenire il santuario che vediamo oggi. Lungo il percorso che porta al santuario si trovano 15 cappellette votive dedicate ai misteri del Santo Rosario.

Martinazzi / Valloni è un antico borgo abbandonato. La località detta Martinazzi, alle falde della collina di Siestro, segnala un insediamento dedicato a San Martino, sul tratto del più importante tra i percorsi dal crinale al mare ed alla viabilità romana.

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