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Vallecrosia, «Negato il diritto di entrare in possesso della carta d’identità elettronica»: la segnalazione di un lettore

«Ad oggi, il comune risulta operativo per il ministero, ma in pratica non è così e da mesi mi viene detto dai funzionari dell’ufficio anagrafe che non sono ancora pronti»

Vallecrosia. La segnalazione di un lettore, Matteo Moreno Allavena, sulla carta d’identità elettronica:

«Sono un cittadino italiano residente nel comune di Vallecrosia a cui è ancora negato il diritto di entrare in possesso della carta di identità elettronica. Citando le parole della commissione UE che ci ha ammonito più di una volta affermando che “l’unico paese ad utilizzare la carta d’identità cartacea è l’Italia”, sono ad esprimere il mio grande disappunto riguardo al fatto che il comune ancora non si sia adeguato alla normativa vigente.

Il 4 agosto 2018 ho ricevuto questa email dal ministero: “Gentile utente. Le segnaliamo che presso il Comune di Vallecrosia è operativo il servizio di rilascio della Carta di identità elettronica. La invitiamo a prenotare un appuntamento per la richiesta di rilascio recandosi su http://www.cartaidentita.interno.gov.it e cliccando sul tasto “Prenotati” o accedendo direttamente su https://agendacie.interno.gov.it. Grazie.”

Ad oggi, il comune risulta operativo per il ministero, ma in pratica non è così. Nonostante siano stati correttamente consegnati i macchinari predisposti a luglio 2018, nonostante il progetto della carta di identità elettronica sia stato annunciato ormai da anni, nonostante la normativa che obbligava tutti i comuni italiani di rilasciare le CIE a partire dal 1 gennaio 2019, nonostante le ammonizioni della UE, da mesi mi viene detto dai funzionari dell’ufficio anagrafe che non sono ancora pronti.

Nel frattempo, viaggiando molto, continuo ad avere discussioni alle frontiere degli altri Paesi europei che, di fronte a presentazione di carta di identità cartacea, oltre a lamentele e poco lusinghieri commenti riguardo alla “solita Italia”, spesso mi richiedono di visionare anche la patente.

Ma è mai possibile che nonostante la pericolosità di questi documenti cartacei estremamente facili da contraffare, consapevoli di mettere a rischio l’incolumità non solo di noi cittadini Italiani, ma anche Europei, comuni come quello di Vallecrosia si possano permettere di prendersi ancora tempo perchè incapaci? È possibile che sul sito del ministero il comune risulti attivo (ma non con la possibilità di prenotare l’appuntamento online) quando in realtà non lo è?

Ritengo che la messa in luce di questa incresciosa situazione sul vostro sito, letto da tutti gli abitanti della zona, possa sensibilizzare non solo l’opinione pubblica, ma anche il sindaco e la giunta comunale competente. Con la speranza che la vostra redazione si interessi di questa vicenda, che riguarda non solo me ma tutti i 7000 abitanti del comune».

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