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Lega tagliata fuori dal “listone” per le provinciali, Piana: «Legge Delrio una barzelletta, disertiamo le urne»

In vista del voto dell'11 maggio

Imperia. «Per la prima volta in vita mia non parteciperò volutamente al voto, così come altri amministratori e sindaci dell’imperiese che mi hanno anticipato la volontà di disertare queste non-elezioni provinciali». Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana annuncia che diserterà, nella veste di amministratore di Pontedassio,  il voto provinciale dell’11 maggio, così come tutti gli esponenti della Lega.

«A Imperia dice Piana –   gli esponenti del Pd e alcuni sindaci che si professano di centrodestra, sfruttando la legge “delirio” dell’ex ministro Delrio, hanno trovato un accordo sul “listone unico”, alla faccia della reale democrazia. Infatti, la nostra Provincia non solo andrà al voto, di secondo livello,  anticipato rispetto alle elezioni amministrative ed europee di domenica 26 maggio su decisione del presidente uscente Fabio Natta, ma ci sarà anche una lista unica e di conseguenza un candidato presidente unico,  l’attuale segretario cittadino del Pd (Domenico Abbo ndr)».

«Una barzelletta -sostiene Piana –  perché sostanzialmente si tratta di non-elezioni, frutto di intese pre-elettorali non condivise col territorio, che di fatto taglieranno fuori importanti realtà amministrative come ad esempio il Dianese e la Valle Arroscia. Ricordo, tra l’altro, che quando vennero abolite le Province sembrava che le casse dello Stato si sarebbero risanate, ma non è stato così. Anzi, di fatto il ‘delirio’ della riforma Delrio si è spesso tradotto in peggiori servizi per le comunità sul territorio e quindi, a maggior ragione, occorre tornare alle elezioni dirette con il voto di tutti i cittadini».

«Comunque – conclude il presidente del Consiglio regionale – in uno scenario politico e popolare che va mutando, nessun nuovo rappresentante dei 32 comuni imperiesi, che domenica 26 maggio sarà eletto e nei prossimi anni amministrerà i nostri territori, avrà la possibilità per pochissimi giorni di votare o essere eletto nel nuovo Consiglio provincialePertanto, è del tutto evidente che mosse del genere e “accordicchi” da vecchia politica rischiano di essere lesivi della democrazia».

 

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