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Imperia, usava l’auto della scuola per interessi personali. I dettagli dell’arresto della preside

In carcere a Genova con l'accusa di peculato. Rischia 10 anni

Imperia. «Sono la preside e posso autogestirmi». A dirlo, ai carabinieri che l’hanno arrestata al suo rientro dalla Francia in Italia sull’auto di servizio della scuola, è stata la dirigente Anna Rita Zappulla, 62 anni, originaria di Trapani ma trapiantata a Imperia, preside dell’Istituto scolastico Ipsia Marconi del capoluogo di provincia e del Colombo di Sanremo.

Le indagini dei carabinieri di Imperia, coordinate dal procuratore aggiunto Grazia Pradella, sono durate un mese durante il quale sono stati ricostruiti i movimenti della donna, che usava l’auto della scuola non soltanto per esigenze di servizio, ma pure per interessi personali, arrivando ad oltrepassare il confine per esigenze ovviamente diverse da quelle di servizio.

Peculato è l’accusa contestata alla Zappulla, arrestata in flagranza di reato, verso le 18.30 di ieri, quando i militari al comando del maggiore Giovanni Diglio l’hanno arrestata al volante di una Toyota Corolla in dotazione della scuola di Imperia e a disposizione anche degli altri professori. Il personale docente avrebbe dovuto utilizzarla soltanto per esigenze di servizio, ad esempio per compiere spostamenti tra una scuola e l’altra.

La preside, invece, tornava da Mentone. Con lei viaggiava anche il compagno.  La donna ha disperatamente provato a giustificare la propria trasferta in Francia, ma non c’è stato nulla da fare: i carabinieri le hanno chiesto di seguirli in caserma. Poi l’arresto.

Le indagini hanno preso le mosse ai primi di marzo, da una segnalazione interna alla scuola: a denunciare la Zappulla è stato probabilmente da un collega infastidito dal suo comportamento. Sono così scattati gli appostamenti, le intercettazioni ambientali e telefoniche, e nel giro di poche settimane è stato possibile delineare il quadro della situazione.

Le indagini non sono ancora terminate e gli inquirenti stanno scavando anche nel passato, per capire se ci siano state violazioni precedenti all’avvio dell’inchiesta. Non si conosce ancora il numero di infrazioni commesse nell’ultimo mese e mezzo. Al momento sono in corso anche verifiche per accertare i consumi dell’auto e verificare se quest’ultima fosse dotata di Telepass: dispositivo che permette di entrare e uscire dall’autostrada in modo automatico. Se così fosse, si aggiungerebbe un’altra contestazione, quella di aver addebitato le spese alla pubblica amministrazione.

Dopo le procedure di rito, la preside, difesa dall’avvocato Simona Costantini, è stata associata alla sezione femminile del carcere genovese di Pontedecimo: l’interrogatorio per la convalida di arresto potrebbe avvenire già lunedì.

Rischia dieci anni di reclusione, questa infatti è la pena massima prevista per il reato di peculato.

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