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Imperia, truffa al Comune di Sanremo: chieste le condanne per gli ex addetti Aimeri

Nel processo il Comune di Sanremo si è costituito parte civile

Imperia. Quattro anni e sei mesi per Luciano Crespi (59 anni), oltre a 1000 euro di multa, a due anni e tre mesi per Stefano Burlando (64 anni)    a un anno e tre mesi e 1500 euro di multa per Pietro Iiriti (49 anni),  assoluzione per Giovanni Punzo (47 anni) e Giuseppe Di Pietrantonio (54) perché il fatto non sussiste o, in subordine per non aver commesso il fatto: sono le richieste di pena del pubblico ministero Antonella Politi giunte stamattina in aula per il processo  per il caso della  presunta truffa compiuta ai danni del Comune di Sanremo nel campo della raccolta rifiuti.

L’indagine è nata nel 2012 a seguito delle dichiarazioni di un dipendente della ditta Aimeri S.r.l. che si è rivolto alla polizia, denunciando quanto accadeva nell’azienda. Per alcuni mesi, la squadra mobile della sezione distaccata di Sanremo ha iniziato una serie di attività volte ad accertare la veridicità delle accuse lanciate dal dipendente. Tramite pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche, gli agenti hanno scoperto che mezzi e operai che la ditta Aimeri avrebbe dovuto utilizzare a Sanremo, venivano in realtà impiegati anche in altri Comuni, come Ceriana, Arma di Taggia e Riva Ligure. “La scritta Comune di Sanremo”.
Nel processo il Comune di Sanremo si è costituito parte civile, rappresentato dall’avvocato Alessandro Vaccaro, insieme all’operaio della Aimeri, difeso dall’avvocato Maria José Sciortino, dalle cui accuse è scaturita l’indagine.

Il Collegio, presieduto da Donatella Aschero, ha rinviato alla prossima udienza le arringhe delle difese.

 

 

 

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