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Imperia, scarcerata la preside Zappulla. L’avvocato: «Con il suo arresto persi 400mila euro di finanziamenti per la scuola» foto

Secondo la difesa la dirigente era a Mentone con l'auto della scuola per ritirare moduli con i quali accedere a fondi per l'istituto

Imperia. «La preside era andata a Mentone per incontrare la segretaria e compilare moduli per accedere a finanziamento europeo: con il suo arresto, sono andati persi 400mila euro di fondi per la scuola». A dichiararlo, sottolineando che «non è colpa di nessuno» è l’avvocato Andrea Rovere, legale difensore di Anna Rita Zappulla, la preside arrestata sabato sera con l’accusa di peculato per aver usato impropriamente l’auto di proprietà della scuola.

Riviera24- Anna Maria Zappulla

La donna è comparsa stamani davanti al gip Massimiliano Ranieri, che non ha convalidato l’arresto ma disposto la scarcerazione della preside, che in carcere aveva iniziato uno sciopero della fame e della sete.

«La professoressa Zappulla ha sostanzialmente riconosciuto di aver usato quest’auto che, tra parentesi, non era nemmeno un’auto della scuola, ma un’auto donata dalla Toyota agli studenti, quindi tecnicamente non si tratta di un’auto blu - ha dichiarato l’avvocato Rovere al termine dell’udienza -. Ha riconosciuto di aver usato questa macchina nell’ultimo mese perché aveva avuto un gravissimo incidente alla guida della sua vettura, andata distrutta».

Al giudice, la preside ha dichiarato di aver sempre sostenuto le spese di benzina e autostrada, non chiedendo mai rimborsi chilometrici alla scuola. «Questo aspetto è stato riscontrato anche dagli inquirenti», ha detto l’avvocato. In pratica la dirigente, a suo dire, avrebbe utilizzato l’auto per spostamenti di lavoro, approfittando degli stessi per fare la spesa, vista la mancanza momentanea di un’auto propria.

Secondo la difesa della donna, la custodia in carcere è da ritenersi eccessiva e imputabile a una «probabile mancanza di comunicazione tra gli inquirenti e gli uffici, forse chiusi essendo successo sabato sera». «E’ un processo caratterizzato, a mio avviso, nella fase iniziale da una eccessiva spettacolarizzazione e da un utilizzo troppo punitivo della custodia in carcere, che la stessa Procura ha riconosciuto, tanto che dopo l’arresto, avvenuto nel pomeriggio del sabato, già la domenica alle 14,25, la stessa Procura della Repubblica, chiedendo la convalida, ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari – ha detto ancora Rovere – Deve esserci stato sicuramente un problema di comunicazione con gli inquirenti, perché se la comunicazione avesse funzionato, sostanzialmente avrebbero potuto applicare direttamente la misura degli arresti domiciliari».

«Il popolo vuole sangue, diamogli sangue che il popolo si diverte», ha commentato l’avvocato.
Per quanto riguarda l’episodio della ‘gita’ a Mentone, il legale ha spiegato: «Entro lunedì avrebbe dovuto presentare domande per accedere a finanziamenti europei. Per questo si era recata a Mentone, dove vive la segretaria. Se non fosse stata arrestata al suo rientro in Italia, domenica pomeriggio avrebbe incontrato la vice preside e lunedì avrebbe consegnato la documentazione. Purtroppo è stata arrestata: la domanda, non è colpa di nessuno, non è stata presentata così sono stati persi 400mila euro di finanziamenti europei per la scuola. Forse è questo il più grande danno erariale».

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