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Imperia, maxi truffa alle assicurazioni. Assolto ultimo imputato

Per pagare meno la polizza assicurativa, il sodalizio criminale creava false residenze imperiesi ai clienti

Imperia. Il collegio del tribunale di Imperia ha assolto per non aver commesso il fatto Emanuele Cifariello, napoletano 41 anni, a processo con l’accusa di associazione a delinquere e truffa nell’ambito dell’indagine relativa a polizze assicurative fittizie. Tutti gli altri quattro co-imputati nel processo hanno invece patteggiato a due anni e quattro mesi.

La truffa alle assicurazioni era stata scoperta dai carabinieri di Imperia che con l’operazione ‘Broker’ avevano sgominato il sodalizio criminale, portando cinque persone alla sbarra. L’indagine era partita nel luglio 2013 quando a seguito di accertamenti incrociati, i militari si erano resi conto di incongruenze circa la veridicità dei dati anagrafici e assicurativi di alcune persone fermate durante i controlli. 
In pratica, il sodalizio proponeva assicurazioni false agli automobilisti, offrendo loro la possibilità di assicurare la propria autovettura a prezzi vantaggiosi falsificando la località di residenza degli interessati. 
In Campania, e soprattutto a Napoli, per via dei numerosi incidente (anche simulati) le polizze assicurative di auto e moto sono molto care. Nell’imperiese, al contrario, costano molto meno. Per questo la banda criminale falsificava i dati dei propri clienti facendoli risultare residenti a Imperia.
Per Emanuele Cifarello, il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà aveva chiesto una condanna 2 anni e 2 mesi di reclusione e 400 euro di multa.

Secondo le indagini compiute dai carabinieri, il ruolo di Cifariello, titolare di una cartoleria che offre servizi di stampa documenti, invio e-mail e fax, era quello di inviare, agli altri componenti del sodalizio, le mail contenenti i documenti da modificare e stampare le polizze ‘ritoccate’. Il collegio, però, ha ritenuto che non ci fossero prove sufficienti a considerare l’imputato colpevole in quanto potrebbe non essersi accorto del disegno criminoso messo in atto dagli altri.

Nel processo, Axa assicurazioni, Groupama e Generali si sono costituite parti civili difese dall’avvocato Alberto De Sanctis del foro di Torino.

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