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Imperia, attentato alla sala scommesse Eurobet. Due imputati patteggiano in Appello foto

Applicato l'articolo 559 bis del codice di procedura penale entrato in vigore nel 2018

Genova. I giudici della prima sezione penale della Corte d’appello di Genova hanno condannato a 4 anni di reclusione Michele Mucciolo e a 3 anni Ippolito Trifilio, imputati nel processo relativo all’esplosione della sala scommesse  “Eurobet” di via del Collegio a Imperia avvenuto la notte del 2 novembre 2015: nell’attentato incendiario persero la vita due giovani cugini albanesi: il 19enne Albert Jakupaj e il 29enne Aranit Isamajlukaj, che morì alcuni giorni dopo al Centro Grandi Ustionati di Genova.

Mucciolo e Trifilio erano accusati (insieme ad altre due persone) in concorso di incendio doloso aggravato e morte in conseguenza di un altro reato. I due, difesi rispettivamente dagli avvocati Alessandro Mager e Loredana Modaffari, hanno patteggiato in appello lo sconto di pena. Il 6 aprile 2018, infatti, il gup Paolo Luppi aveva condannato in primo grado Mucciolo, uno dei soci della sala scommesse, a 4 anni e 8 mesi di reclusione e a 4 anni Ippolito Trifilio, cliente abituale.

In base all’articolo 559 bis del codice di procedura penale (entrato in vigore con la riforma del 2018) è stata applicata la cosiddetta “pena concordata” in Appello: una sorta di “patteggiamento” di secondo grado, per il quale viene proposta una soluzione concordata tra accusa e difesa, in questo caso tra il pg Alessandra Galli e gli avvocati Mager e Modaffari, che si sono messi d’accordo sull’accoglimento parziale delle riduzioni di pena in atto d’Appello da sottoporre alla Corte, che le ha accolte.

L’albanese Mretjev Ismajlukaj, terzo imputato nel processo aveva invece patteggiato in primo grado una pena a 1 anno e 6 mesi. Cugino delle due vittime, l’uomo considerato il “palo” durante l’attentato incendiario, era difeso dall’avvocato Ramadan Tahiri.

Per il quarto imputato, Alessio Alberigo, anch’egli socio dell’Eurobet che ha scelto il rito ordinario, il processo non si è ancora concluso.

Secondo l’accusa i due soci della sala scommesse, Mucciolo e Alberigo, con l’intermediazione di Trifilio, avrebbero assoldato la gang di albanesi per commettere l’attentato e intascare i soldi dell’assicurazione per poi pagare alcuni debiti. Ma durante le operazioni di versamento di taniche di combustibile nella sala scommesse, questa venne saturata dai gas della benzina che provocarono la devastante esplosione.

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