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I giovani atleti del Karate Contact Ventimiglia sbancano al World Championship Light Open foto

Gli ottimi risultati hanno dimostrato ancora una volta la preparazione e la professionalità di questo team

Ventimiglia. Gli atleti del Karate Contact Ventimiglia, allenati dal maestro Claudio Corrias, hanno partecipato il 13 e 14 aprile a Milano al World Championship Light Open, organizzato dalla WFC con la collaborazione dell’Alleanza Sportiva Italiana.

La 14enne Maylah Ceraolo, il 13enne Samuele Carpentieri e il 12enne Matteo Gangemi si sono cimentati in tutte le specialità (free boxing light, k1, full contact e kick boxing) ottenendo ottimi risultati. Maylah Ceraolo ha vinto quattro titoli, uno per ogni disciplina, Samuele Carpentieri ha conquistato un titolo nel free boxing, mentre Matteo Gangemi si è piazzato secondo in k1.

Risultati a livello mondiale che hanno dimostrato ancora una volta la preparazione e la professionalità di questo team, che per il quarto anno ha preso parte al campionato mondiale. «E’ da quattro anni che partecipiamo al campionato del mondo – fa sapere il maestro Claudio Corrias – Siamo andati nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019, ottenendo ogni volta degli ottimi risultati in tutte le specialità, guadagnati dopo aver affrontato team provenienti da tutto il mondo. Quest’anno c’erano più di 1000 iscritti».

«Ai miei ragazzi insegno il karate fight contact, disciplina che permette di accedere a ogni tipo di gara, perché è completo. Ha come base il tradizionale karate però in più mette il contatto e alcune tecniche di thai box. Sono così preparati per affrontare ogni tipo di specialità: free boxe, full contact, kick boxing, k1, thai box e light contact» – afferma.

«Questo particolare stile è stato ideato da me tempo fa. Oggi è riconosciuto dal Coni e da Csne – spiega Corrias – Io ero un atleta, poi nel ’92, quando avevo 37 anni, ho iniziato ad insegnare e col tempo ho perfezionato questo stile che il 12 aprile 2016 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale. Dà allora lo insegno ai miei giovani che con tanto allenamento e determinazione sono riusciti a raggiungere questi risultati. Sono molto soddisfatto di come come stiamo migliorando e crescendo».

«Per poter praticare questo sport bisogna avere cuore, umiltà, costanza e sopratutto credere in quello che si fa. Di solito si inizia dagli otto anni in su, solitamente fino ai 50 anni – sottolinea il maestro – I ragazzi si allenano dalle 18 alle 22 il lunedì e il giovedì, mentre il mercoledì li porto nella palestra di un amico, Carlo Ippolito, per fare i guanti e battersi contro avversari diversi. Loro hanno iniziato molto giovani, Maylah da cinque anni, mentre  Samuele da quattro anni. Maylah ha anche recentemente preso parte a un mondiale di categoria superiore rivolto a coloro che hanno 15-17 anni. Ciò dimostra la preparazione di alto livello di questi giovani».

«Siamo stati costretti a gareggiare in campionati lontani da casa perché una volta che avevo iscritto i miei ragazzi ad una gara al Palafiori mi hanno pregato di non partecipare, visto che vincevamo sempre, essendo più bravi. Una situazione assurda e così, per questo motivo, ci iscriviamo alle gare di altre regioni. Queste società hanno purtroppo inquinato le arti marziali» – denuncia Corrias.

«Per il futuro punto al contatto pieno, non vedo l’ora che i ragazzi abbiano 16 anni per poterli iscrivere a queste gare. Li sto preparando per quel momento – anticipa il maestro – Se si vincono questo tipo di gare, si riceve anche una ricompensa. Ora affrontano al massimo gare light, che comunque sono già permissive. La prossima gara intanto sarà il 26 maggio a Bergamo dove andrà in scena una tappa degli Europei».

 

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