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Elezioni provinciali, out Biancheri e Ioculano il Pd costretto a sfogliare la margherita foto

Il sistema elettorale accende manovre da prima Repubblica, nuovo scontro nella famiglia Scajola

Imperia. La scadenza della presentazione delle liste per l’elezione di secondo grado del presidente della Provincia e del Consiglio provinciale è fissata alle 12 della domenica di Pasqua, il  21 aprile, ma finora non ci sono candidati ufficiali.

Le forze politiche stanno cercando una candidatura unitaria da designare alla presidenza: in questo momento se la stanno giocando il primo cittadino del capoluogo Claudio Scajola e quello di Taggia Mario Conio sostenuto dal “blocco Toti“, in particolare dall’assessore regionale  all’Urbanistica Marco Scajola, nipote dell’ex ministro.

Considerata la portata dei problemi che si debbono andare ad affrontare, acqua e rifiuti (questo ultimo aspetto potrebbe frenare le ambizioni di Conio visto che la partita biodiogestore si gioca sul suo comune) in testa,  la rosa per arrivare un  accordo si restringe a un sindaco di un centro importante.

Il Partito democratico è quasi costretto, dunque, a mordere il freno.

Non sono, infatti, candidabili per la poltrona più importante della Provincia né  il suo esponente più “naturale” , il primo cittadino di Ventimiglia Enrico Ioculano, né il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri che non sarà un iscritto al Pd, ma che nel suo primo mandato da consigliere provinciale sedeva tranquillamente nei banchi dei “dem” ed annovera nella coalizione che lo sostiene il Pd.  Entrambi, infatti, sono in scadenza di mandato.

Calcolatrice alla mano, dato il coefficiente di ponderazione che assegna il pacchetto di voti più pesante ai consiglieri comunali dei principali centri, Claudio Scajola, ha in mano le maggiori possibilità di spuntarla.

Una alternativa, ma che al momento appare remota, potrebbe essere Luigino Dellerba,  sindaco di Aurigo uno dei più piccoli d’Italia, ma molto vicino all’ex ministro.

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