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Come affrontare il cambio di stagione: effetti e disagi sull’umore

L’effetto del cambio dell’ora può variare molto in ogni individuo, sopratutto dal fatto di essere “gufi” o “allodole”

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Il cambiamento d’ora si chiama ora legale perchè è imposto artificiosamente e non segue l’andamento delle ore naturali. Nel nostro organismo vi sono delle funzioni neurochimiche, ormonali, che seguono la luce solare sincronizzando il ciclo sonno-veglia e regolando il funzionamento di tutta una serie di funzioni automatiche.

L’effetto del cambio dell’ora può variare molto in ogni individuo, sopratutto dal fatto di essere “gufi” o “allodole”, più animali notturni, che prediligono lavorare ed essere attivi alla sera, o al contrario più tipi da mattino, con la propensione a rendere maggiormente proprio nelle prime ore della giornata. A risentirne di più del ritorno dell’ora legale sono gli individui cosi detti “serotonine”, i gufi. Al contrario, in autunno , quando si passa all’ora solare, i più colpiti  tendono ad essere le allodole.

Nervosismo, stanchezza, spossatezza, difficoltà nella concentrazione, flessione del tono dell’umore, sono riconducibili, anche alle variazioni della quantità di luce che assorbiamo nell’arco della giornata. A influire sui processi fisici e mentali è soprattutto la cronobiologia, che studia i fenomeni ciclici negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solari e lunari. Le attività ormonali e celebrali che regolano il sonno e le patologie dell’umore sono contraddistinte da una ritmicità periodica, determinata dal susseguirsi dei giorni, delle stagioni e degli anni.

Il sistema circadiano umano è endogeno e cioè in grado di produrre il proprio ritmo ”internamente”anche in assenza di stimoli esterni. Il fatto che il nostro corpo sia un orologio perfetto e autonomo non significa però che non possa essere turbato da elementi esterni: quando l’ambiente è disallineato con il nostro ritmo interno, la nostra salute fisica e mentale ne risente. Basti pensare al jet lag: quando viaggiamo in un paese con fuso orario diverso, il nostro corpo continua per giorni a seguire il proprio orologio interno prima di adattarsi.

Come molte delle funzioni biologiche, anche le attività ormonali e l’umore hanno una ritmicità non solo giornaliera ma anche mensile e annuale, che se alterata può danneggiare la salute psichica. E’ stata dimostrata per esempio una stretta correlazione tra depressione e ritmi biologici: si chiama Sindrome affettiva stagionale la forma di depressione che si manifesta periodicamente con i cambi di stagione. L’alterazione dei fenomeni ciclici interviene sui meccanismi che generano la sindrome depressiva, fatta non solo di male di vivere, pessimismo, sensi di colpa e apatia, ma anche di sintomi fisici più riconducibili ai ritmi circadiani come insonnia e inappetenza, con oscillazione della gravità della sintomatologia nel corso della giornata.

E’ tipico di chi soffre di ansia e di depressione riscontrare un peggioramento dei sintomi proprio in questo periodo dell’anno. E’ possibile ridurre gli effetti negativi con piccoli accorgimento da adottare: gli effetti ormonali di questi cambiamenti vengono attenuati dall’attività fisica aerobica, mantenere uno stile alimentare fatto di pasti leggeri e non cedere alla naturale iperfagia che si può presentare come elemento a corollario di questa sindrome, indotta da un meccanismo di compenso neurobiologico. E’ importante poi risincronizzare i ritmi circadiani provando ad andare a dormire prima nei giorni precedenti il cambio dell’ora e alzandoci un pò più presto nel weekend. Allenandoci gradatamente.

Buona primavera a tutti!

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

www.facebook.com/dottoressalazzarotti

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