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Ventimiglia, parla l’ex assessore Salvatore Spinella: “La giustizia ha trionfato”

“Portavo i santini nelle case”, dice, “Ma non ho mai chiesto nulla, se la gente voleva mi votava, altrimenti non lo faceva"

Ventimiglia. “Sono innocente, anzi innocentissimo per essere più precisi. Per questa calunnia ingiusta e infame ho perso molti anni, ma ora sono felice perché a trionfare è stata la giustizia”. A dichiararlo è Salvatore Spinella, 86 anni, ex assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ventimiglia, che mercoledì 27 febbraio è stato assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, come stabilito dalla Corte d’Appello, dall’accusa di corruzione elettorale per, secondo quelli che erano i motivi che lo avevano portato a processo, aver promesso a una famiglia di inserirla nella graduatoria per ottenere una casa popolare in cambio del voto alle elezioni amministrative comunali del 2014: quando a vincere fu l’attuale sindaco Enrico Ioculano (Pd).

“Non ho mai chiesto un voto”, dichiara Spinella, per sedici mandati, di cui undici in Comune e cinque in Provincia, presente nella vita politica e amministrativa della città di confine. “In questi tre anni ho sofferto tantissimo”, aggiunge, “Ho sofferto per questa calunnia infame, per essere stato vittima di questo complotto. Io, che ho sempre messo l’onestà come pilastro della mia vita in campo politico. Ora posso dire che la giustizia ha trionfato di fronte all’interesse e alle cattiverie degli altri”.

L’ex amministratore, ricordato a Ventimiglia soprattutto per aver sempre ascoltato e aiutato i più bisognosi, ricorda le tante campagne elettorali affrontate in oltre cinquant’anni di politica: “Portavo i santini nelle case”, dice, “Ma non ho mai chiesto nulla, se la gente voleva mi votava, altrimenti non lo faceva. Di certo, non facevo favori per un voto: non ne avrei avuto neanche bisogno”.

Dopo una condanna in primo grado a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e 300 euro di multa, Spinella è stato completamente assolto: il suo legale, l’avvocato Giorgio Valfrè, in Appello è riuscito a dimostrare la contraddittorietà delle dichiarazioni rese dalla famiglia che lo aveva accusato di voto di scambio. 
Tolta quella macchia che aveva infangato la sua persona, ora l’ex assessore è di nuovo sereno. E per le prossime elezioni amministrative avrebbe ancora l’energia per scendere in campo: “Per fare del bene alla gente, lo farei”, dice. Ma a 86 anni è tempo di pensare alla famiglia e lasciare spazio ai giovani.

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