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Ventimiglia, latitante decennale arrestato da polizia

E' stato possibile grazie ad un solido dispositivo di controllo

Ventimiglia. Ben 10 anni prima di poterlo arrestare. Tanto è durata la latitanza di Salah E.K., prima che gli i poliziotti del Settore di Frontiera, diretti dal vicequestore Martino Santacroce, gli mettessero le manette.

L’arresto è stato possibile grazie ad un solido dispositivo di controllo, ormai consolidato nel tempo, efficiente e innovativo, anche per merito delle sempre più sofisticate apparecchiature utilizzate per il riscontro documentale. Nella fattispecie, l’ampio dispositivo previsto per il fine settimana, attuato secondo le direttive del questore di Imperia Cesare Capocasa e il direttore della 1^ Zona di Torino, è stato articolato con l’impiego di 51 pattuglie e 128 agenti, che hanno perlustrato l’intera zona confinaria, identificando oltre 1100 persone 660 delle quali, straniere.

Particolare attenzione è stata rivolta agli ex valichi di Ponte San Ludovico e San Luigi e alla barriera autostradale. Proprio presso quest’ultima è stato controllato lo straniero di cui sopra mentre, a bordo di autobus di linea proveniente da Torino, si dirigeva verso Casablanca. Lo straniero, un marocchino di 53 anni residente nel novarese e titolare di permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Novara nel 2003, non convinceva gli Agenti, che decidevano di portarlo negli uffici di piazza Libertà per più approfonditi controlli.

Si scopriva così che Salah era ricercato già dal 2008, quando a suo carico era stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere, a seguito di indagini che avevano permesso di scoprire l’organizzazione criminale della quale faceva parte il Salah. Lo stesso infatti, insieme ad altri, raggiungevano periodicamente il Marocco per rifornirsi di sostanze stupefacenti destinate al Nord Italia. Successivamente lo stupefacente, dopo essere stato abilmente occultato nelle auto, veniva trasportato via mare da Tangeri a Genova, per raggiungere poi la provincia di Novara.

Proprio la polizia di Domodossola nel 2009, che lo ricercava per dare esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torino per detti reati, scopriva che Salah si trovava in carcere a Tangeri (Marocco) già dal 2007. Rientrato in Italia, aveva proseguito, verosimilmente, la sua attività spacciatore, interrotta però sabato notte dagli Agenti della Frontiera. A tal proposito dichiara il dirigente dr Santacroce: «la polizia di frontiera non abbassa mai la guardia e i numerosi arresti effettuati ne sono la tangibile prova. La nostra zona confinaria è costantemente monitorata e particolare attenzione viene posta sul fenomeno dell’immigrazione clandestina ed i reati allo stesso connessi, attraverso accurate attività di indagine e analisi del fenomeno stesso».

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