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Striscione dei “100” strappato sulla ciclabile, la replica della municipale: «Pubblicità elettorale non autorizzata»

L'intervento dell'agente era regolare. La solidarietà del sindaco Biancheri

Sanremo. A qualche ora di distanza dalla richiesta di chiarimenti lanciata dal candidato sindaco Sergio Tommasini per il caso del vigile immortalato a strappare, alle 5:36 del mattino di sabato scorso, uno striscione elettorale di una candidata del Gruppo dei 100, replica il comando di polizia locale.

“Questa mattina, durante una riunione di lavoro in Comune, il sindaco è stato informato che nel corso di una conferenza stampa politica erano state mosse pesanti accuse all’indirizzo di un agente del corpo di polizia municipale, per via della rimozione di un manifesto pubblicitario, spiegano dalla segreteria del sindaco Biancheri.

Il sindaco, quindi, che non era al corrente dei fatti né degli antefatti, ha subito chiesto al comandante una dettagliata relazione sull’accaduto”.
Qui di seguito viene integralmente riportata la relazione del corpo di polizia municipale“Venerdì 22 marzo 2019, si è presentata al comando polizia municipale una persona per lamentare la presenza di una pubblicità elettorale non autorizzata sulla pista ciclabile, all’altezza dell’intersezione tra via Rava e via Bixio, chiedendo con insistenza un controllo e le azioni conseguenti.

Sabato 23 marzo 2019, l’operatore del corpo che aveva ricevuto la rimostranza, in servizio dalle ore 4 alle 10 per le rimozioni dei veicoli in divieto di sosta in occasione della corsa ciclistica Milano-Sanremo, transitando in via Bixio ha visto la pubblicità ed è quindi intervenuto asportandola, secondo la procedura abitualmente seguita in casi analoghi, per svolgere le indagini finalizzate all’accertamento delle violazioni, come previsto dall’art. 13 della legge n. 689 del 24 novembre 1981. Il materiale è stato depositato presso il comando quale documentazione tecnica di supporto agli ulteriori accertamenti e alle relative contestazioni, procedendo alla compilazione degli atti amministrativi dovuti. 

E’ obbligo dell’organo di controllo effettuare tutte le attività e raccogliere gli elementi di prova per risalire al trasgressore e agli obbligati in solido, come sancito dalle norme in materia di procedimento sanzionatorio amministrativo. Sulla base dei primi riscontri, risultano violati l’art. 23 del Codice della Strada (“Pubblicità sulle strade”) e l’art. 7 del Regolamento di Polizia Urbana  (“Comportamenti vietati”). Sono inoltre in corso ulteriori indagini e verifiche per rilevare eventuali violazioni nell’area oggetto dell’intervento effettuato”.

In riferimento a quanto accaduto, interviene direttamente anche il primo cittadino: “La relazione del comandante è chiarissima: non solo evidenzia che l’agente verso cui sono state mosse pesanti accuse ha semplicemente agito secondo la legge, intervenendo a fronte di una violazione e avviando il procedimento sanzionatorio previsto, ma che lo stesso agente, una volta accertata la violazione, ha agito secondo la procedura abitualmente usata in tanti casi analoghi.

Preso atto di tutto ciò – dichiara il sindaco Alberto Biancheri – voglio esprimere solidarietà e vicinanza all’agente e tutto il corpo di polizia municipale per le accuse mosse nei loro confronti. E’ la seconda volta, nell’arco delle ultime settimane, che una certa parte politica attacca in maniera molto grave il corpo di polizia locale per il semplice fatto di aver ottemperato agli obblighi di legge. Attaccare un pubblico ufficiale per aver adempiuto all’esercizio delle sue funzioni significa attaccare il principio stesso di legalità, con l’aggravante di insinuare, ancora una volta, che dietro ad accertamenti o sanzioni ci possano essere indirizzi politici. Auspico fortemente che tutti i dipendenti pubblici, compresi gli agenti di polizia locale, siano tenuti fuori dalla campagna elettorale e mi auguro di leggere presto delle scuse all’indirizzo dell’agente e del corpo di polizia municipale”, ha dichiarato il sindaco, che poi aggiunge: “Se ci sono ombre scure sulla campagna, queste  – lo sappiamo –  vanno ricercate altrove”.

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