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Spettro dell’ingresso dei privati in Rivieracqua, Sanremo Attiva attacca: “Le gestioni miste sono state disastrose”

Il movimento degli "arancioni" si esprime sull'ipotesi contenuta in un documento della Provincia inviato ai sindaci imperiesi

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Sanremo.  Un documento della Provincia inviato ai sindaci imperiesi lo scorso 20 marzo, nel quale è contenuta l’ipotesi di una possibile gara per l’ingresso dei privati in Rivieracqua, fa scattare la reazione del movimento di Sanremo Attiva che, nella Città dei Fiori, è stato protagonista della battaglia per la difesa dell’acqua pubblica e del referendum del 2011.

“La notizia che vedrebbe di nuovo sul tavolo dei sindaci imperiesi e della Provincia l’ipotesi dell’ingresso di un socio privato nella gestione del servizio idrico integrato locale ci lascia sbalorditi, spiegano gli “arancioni”.

Ci uniamo al disappunto espresso da alcuni sindaci, tra cui Alberto Biancheri, che in questi anni si è speso con ogni mezzo per salvare Rivieracqua e proseguire la via del mantenimento del principio dell’acqua pubblica.

Quanto abbiamo potuto apprendere ci lascia sgomenti. Mancano del tutto i presupposti giuridici e politici per una simile apertura ai privati, che ha una forte valenza politica. A maggior ragione se, come dichiarato, non esiste nessuna convergenza su tale ipotesi da parte dei soggetti politici che hanno titolo per decidere sulla questione.

Ricordiamo che la scelta di una gestione interamente pubblica è nata in seguito al referendum del 2011, come risposta alla chiara volontà popolare in favore dell’acqua pubblica.

L’iter giuridico per l’affidamento del servizio idrico integrato è stato in ogni modo contrastato sin dall’inizio dalla società Iren, presente sul territorio come socio privato di Amat ad Imperia e di Aiga a Ventimiglia, e come tutti sanno la decisione dell’affidamento al pubblico è stata dichiarata del tutto legittima dal Consiglio di Stato.

Nonostante questo, troppi soggetti hanno continuato e continuano ad agire nell’ombra per affossare la gestione interamente pubblica, affidata a Rivieracqua, con il chiaro intento di spianare la strada ai privati.

Nell’esperienza locale, tra l’altro, la gestione mista pubblica privata si è rivelata disastrosa. Si pensi al caso di Imperia: l’ingresso del socio privato in Amat non ha portato alcun beneficio nella gestione del servizio e degli impianti e delle reti, che infatti continuano a saltare con allarmante frequenza. Come se non bastasse, Amat ha sistematicamente trattenuto nelle proprie casse milioni di euro di spettanza del Comune, ponendo il bilancio comunale in una situazione di gravissima crisi.

Davvero vogliamo estendere questo modello di gestione a tutta la Provincia?

Sanremo Attiva si appella a tutte le forze politiche affinchè dimostrino senso di responsabilità e rispettino il percorso a suo tempo delineato, assumendosi gli oneri che questo percorso comporta, al fine di salvaguardare la gestione interamente pubblica dell’acqua.

Si scrive acqua pubblica, si legge democrazia”.

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