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Sanremo, il candidato sindaco Giorgio Tubere (Città Bene Comune): «Acqua pubblica e Università temi scottanti per il nostro territorio»

«Ambiente e patrimonio storico-culturale non possano essere mercificati»

Sanremo. Il candidato sindaco di “Città Bene Comune” Giorgio Tubere  attraverso una nota stampa pone l’accento su due temi scottanti emersi in settimana e che hanno una forte ricaduta su tutto il territorio, acqua pubblica e Università.

«Negli ultimi giorni – scrive Tubere – abbiamo letto notizie allarmanti provenienti dalla Provincia e riguardanti argomenti con una ricaduta specifica sul nostro territorio. Come lista “Città Bene Comune” siamo fortemente convinti che i beni comuni come l’acqua, l’aria, il verde, le strade, il litorale, il territorio, il patrimonio storico-culturale…. appartengano alla comunità e quindi non possano essere mercificati, ma vadano salvaguardati. In particolare l’acqua deve rimanere di gestione pubblica, come peraltro ha ribadito con forza un referendum apposito con una scelta chiara da parte degli italiani e delle italiane.

È notizia di questi giorni che la Provincia, vista la crisi di Rivieracqua, frutto di una gestione poco manageriale e poco attenta alle spese, propone ora una nuova società mista tramite l’aggregazione di soggetti privati, senza neanche una gara. L’ipotesi della privatizzazione ci vede profondamente contrari! Significherebbe la smentita di scelte fatte nel recente passato a favore dell’acqua pubblica, aprendo la strada ad una gestione condizionata da logiche di profitto con inevitabili aumenti di costi per l’utenza. La Provincia è espressione delle amministrazioni locali e quindi dobbiamo verificare innanzitutto la volontà politica degli attuali amministratori, sperando che non sia debole ed inconcludente rispetto alla tutela dell’interesse pubblico.

Altro argomento spinoso è la presenza del Polo Universitario nell’Imperiese e la minaccia intravista nelle dichiarazione del presidente della Provincia  che questo non abbia un futuro. Insomma che vi si debba rinunciare. Questa malaugurata situazione di progressiva asfissia arriva alla fine di una lunga storia iniziata quasi 20 anni fa, fatta di scelte miopi e interferenze politiche (purtroppo all’inizio degli anni 2000 Sanremo non diede la disponibilità ad accogliere sul proprio territorio la
sede universitaria, facendo convergere tutto su Imperia). Per noi è fondamentale continuare nel percorso, seppure difficile e tormentato, di una presenza di formazione universitaria con alcuni corsi programmati a Sanremo, visto il ruolo della nostra città da sempre finanziatrice della società di gestione del Polo universitario, e mettendo a disposizione la logistica: luoghi e strutture individuati nel patrimonio urbano storico e moderno. Il background di Sanremo, i suoi rapporti (convenzione RAI), le realtà cittadine di grande valore artistico possono garantire un valore aggiunto per i temi di alta formazione e di specializzazione che corrispondono alla vocazione della nostra città (il turismo, la musica, lo spettacolo con tutte le professionalità collegate), in un circuito virtuoso di amplificazione delle singole potenzialità.Un’offerta ai giovani di grande valore educativo e culturale, una occasione di sbocco professionale, un arricchimento ed una innovazione per tutta la città».

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