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Relazione DIA, a Ventimiglia, Taggia e Sanremo operano proiezioni di cosche calabresi

A confermare la presenza di proiezioni di cosche calabresi è la sentenza della Corte di Cassazione del 14 settembre 2017, relativa all'operazione "La Svolta"

Imperia. “La provincia di Imperia vede qualificate proiezioni delle cosche Santaiti – Gioffré’, Gallico, Piromalli, Mazzaferro, Alvaro e Pelle della provincia di Reggio Calabria, che fanno capo ad un’unica articolazione criminale, il locale di Ventimiglia”.
E’ scritto nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) relativa ai dati del primo semestre del 2018.

A confermare la presenza di proiezioni di cosche calabresi è la sentenza della Corte di Cassazione del 14 settembre 2017, relativa all’operazione “La Svolta” condotta dai carabinieri nel 2010 che “ha portato al riconoscimento giudiziario, in via definitiva, dell’articolazione territoriale insediata nell’estremo ponente ligure – il locale di Ventimiglia – funzionale al collegamento con l’omologa proiezione ultra nazionale, attiva nella vicina riviera francese, la cosiddetta Camera di passaggio o di transito”.

E non è tutto. Altrettanto significativo, si legge nella relazione presentata dall’antimafia, “il pronunciamento, del 5 marzo, della Corte di Cassazione, che ha definitivamente confermato gli esiti del procedimento di prevenzione avviato dalla DIA, nel 2011, nei confronti di quattro fratelli originari di Seminara (RC), colpiti, nel maggio 2013, dall’applicazione della sorveglianza speciale di P.S. per anni 5 con obbligo di soggiorno, disposta dal Tribunale di Imperia con la contestuale confisca del loro patrimonio”.

Sono stati individuati come capi storici della cellula mafiosa alcuni esponenti delle cosche Piromalli e Mazzaferro della Piana di Gioia Tauro, e altri delle cosche Alvaro di Sinopoli e Pelle di San Luca. Il fatto che due esponenti di rilievo di queste famiglie siano morti per cause naturali avrebbe aperto la questione della successione ai vertici del sodalizio.

Sul fronte investigativo, a Imperia, la Polizia di Stato ha arrestato, in flagranza di reato, un uomo originario di Gioia Tauro (RC),  da tempo residente a Ventimiglia, a cui è stato sequestrato, nel corso di perquisizione, un panetto di 200 grammi di tritolo.

Il successivo mese di maggio, nell’ambito dell’operazione “Bocca della verità”, sempre la Polizia ha eseguito una misura cautelare nei confronti di quattro persone vicine alla famiglia De Marte, ritenute responsabili di numerosi episodi di cessione di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, destinate allo spaccio al dettaglio nella “Riviera dei fiori”. Altri soggetti, collegati alle cosche di Palmi e Gioia Tauro risultano invece presenti tra Taggia e Sanremo.

Infiltrazioni di matrice siciliana. “Il 1° febbraio scorso è stato eseguito il sequestro di una sala per la raccolta delle scommesse on line, con sede a Sanremo, nell’ambito dell’operazione “Game Over” della Polizia di Stato di Palermo, nel corso della quale è risultato che i proventi ottenuti dai gestori, estranei ai fatti, confluivano nelle casse di una nota famiglia mafiosa di Partinico (PA). Infine, sempre a maggio, presso la barriera autostradale di Ventimiglia, la Guardia di finanza ha tratto in arresto un pregiudicato catanese, rintracciato a bordo di un autobus, proveniente dalla Spagna e diretto a Milano, in possesso di circa kg. 24 di sostanze stupefacenti di tipo hashish e marijuana”.

La provincia di Imperia non sarebbe esente nemmeno dalla presenza della Camorra.
 

 

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