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Imperia, inammissibile il ricorso al Tar di Carlo Carpi. Casano «Una montatura politica»

Il chirurgo: «Iniziativa sostenuta sotto traccia da noti esponenti politici locali con incarichi regionali»

Imperia. «Irricevibile per tardività e  palesemente inammissibile». Con queste parole il Tar Liguria  ha respinto il ricorso di Carlo Carpi  in merito alle elezioni elezioni amministrative di un anno fa.

In particolare, il candidato genovese meteora con 25 voti raccolti alla testa di una lista formata tutta da non imperiesi,  aveva messo nel mirino contestualmente la legittimità della presentazione della candidatura del sindaco risultato poi  eletto Claudio Scajola e la regolarità della raccolta delle firme da parte del chirurgo Alessandro Casano candidato sindaco di  “Alternativa indipendente”.

I giudici amministrativi hanno condannato Carpi al pagamento delle spese legali, in tutto 3 mila euro,  ma non hanno riconosciuto il rimborso per “lite temeraria”.

«Il Tar -spiegano i legali del chirurgo imperiese, Michele Casano e Gianluca Borghi –  non ha potuto neppure prendere in esame le doglianze dedotte nel ricorso da Carpi, sulle quali sono state comunque volte puntuali difese nel merito»

Casano dopo la sentenza si sfoga: «In relazione alle inopinate affermazioni fatte da Carpi all’udienza di ieri manifestando dubbi sulla stessa genuinità delle firme apposte a sostegno della mia lista che possono integrare il reato di calunnia, mi riservo naturalmente ogni altra iniziativa ed azione legale a carico di questo signore, a tutela della mia onorabilità e piena correttezza. Personalmente, nulla ho da temere da un’eventuale indagine della procura che dovesse essere avviata in merito, a seguito della trasmissione degli atti effettuata d’ufficio dal Tar con la sentenza stessa. Sarà semmai compito di Carpi, mai visto né conosciuto da alcuno a Imperia, dimostrare come ha fatto a raccogliere le 200 firme necessarie alla presentazione della lista, visto che i voti ottenuti dalla sua lista sono stati 25.  Ci troviamo di fronte a una montatura politica di bassissimo livello con l’unico scopo di screditare la mia lista che, pur non avendo eletto un consigliere ha spaccato Fratelli d’Italia a livello locale e  ha avuto un ruolo determinante nell’esito del voto amministrativo di Imperia. Non stupisce, quindi, che questa imprudente e diffamatoria iniziativa di Carpi sia stata sostenuta sotto traccia da noti esponenti politici locali, con ruoli anche a livello regionale, che dimostrando un nanismo politico incredibile, intravvedevano in questa storia la possibilità di rovesciare l’esito del voto».