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Il deserto non ferma Gabriele e Francesco, grandi risultati per i due sanremesi al Sahara Racing Cup

«È stata un’avventura fantastica, molto faticosa ma bellissima. Da rifare assolutamente»

Sanremo. «È stata un’avventura fantastica, molto faticosa ma bellissima. Da rifare assolutamente». Così Gabriele Cartolano e Francesco Filippi concluso il Sahara Racing Cup 2019.

I due sanremesi, rispettivamente 30 e 29 anni, sono appena rientrati da quel viaggio mozzafiato che per sei giorni li ha visti attraversare il deserto a bordo di una Panda vecchio modello. Un off-road tra le dune del Sahara, da Hammamet a Douz, dove la coppia di piloti amatoriali, nella vita di tutti i giorni velisti, ha collezionato emozioni straordinarie, non solo legate alla competizione sportiva.

«Ci siamo piazzati a metà classifica ma è stato per noi un grandissimo successo – raccontano –. Eravamo gli unici a gareggiare con un vettura a due sole ruote motrici e alcuni percorsi si sono rivelati molto difficili. Nonostante ciò, abbiamo chiuso la tappa numero uno classificandoci al primo posto. Si trattava di piste sterrate che si snodavano nel mezzo della vegetazione. Durante il percorso non abbiamo commesso nessun errore di navigazione e siamo stati premiati. Le cose si sono fatte più problematiche nelle altre tappe che prevedevano piste su fuoristrada alternate a dune di sabbia. La mancanza di trazione posteriore ci ha penalizzati e abbiamo sbagliato alcune cose. Però non importa, è stata un’esperienza pazzesca e siamo veramente felici».

Con il loro pandino, Cartolano e Filippi si sono messi alla prova sfidando insieme ad altri 30 equipaggi la brutalità del deserto. A loro disposizione niente internet o gps ma soltanto un folto road book e bussole, cartine, goniometri. Ingegno, adrenalina e divertimento ciò che ha caratterizzato la loro traversata e pure solidarietà. «Durante il primo trasferimento abbiamo donato materiale scolastico ai bambini dell’associazione Sos villages d’enfants Tunisie. Ci hanno accolto con grandi festeggiamenti offrendoci dei dolcetti tunisini squisiti. È stato molto toccante vederli così felici per dei semplici pennarelli.  Anche l’ultimo giorno abbiamo avuto l’occasione di fare un’esperienza emozionante: abbiamo incontrato una comunità di nomadi che vive ancora seconde le antiche tradizioni berbere. Gli abbiamo donato vestiario e beni di prima necessità, ed è stato straordinario vedere la loro gioia, soprattutto quella dei più piccoli. Un viaggio magnifico, grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile».

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