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Educazione cinofila, ansia da separazione

Si individua nei cani giovani inseriti in famiglia in seguito ad adozione e in quelli più anziani che vivono drastici cambiamenti familiari

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Oggi voglio condividere un post che ho scritto qualche giorno fa sulla pagina facebook Malù – Evoluzione Cinofila, in quanto ritengo che descriva uno dei più grandi problemi che possa avere un cane e il suo compagno umano, l’ansia da separazione.

L’ansia da separazione è segnalata principalmente in due categorie di cani: cani giovani inseriti in famiglia in seguito ad adozione (cani abbandonati per strada, cani riscattati dai rifugi per animali, cani da esperimento adottati dai laboratori) e cani in genere più anziani che vivono drastici cambiamenti familiari, come l’allontanamento da casa dei figli dei proprietari per esigenze di studio, una nuova carriera per uno dei coniugi o più semplicemente si verifica una variazione nel numero di persone che restano a casa durante la giornata e/o la quantità di tempo che dedicano al cane.

Non vi è predisposizione di età, sesso o razza; segni caratteristici sono distruttività talora associata a urinazione, defecazione e/o a vocalizzazioni (ululato e abbaio) quando l’animale è lasciato da solo. Questi comportamenti sono in genere più intensi entro i primi 20-30 minuti dal momento della partenza del proprietario e si ripetono ogni volta che il cane è lasciato da solo, indipendentemente dalla durata dell’assenza.

Se il cane è particolarmente legato ad un famigliare, il disturbo può verificarsi solo quando si allontana. In genere non c’è un fattore scatenante, ma talvolta il comportamento può essere indotto da un evento spaventoso (ad esempio il cane catturato nel corso di un incendio). È importante sottolineare che punire il cane peggiora la situazione, creando i presupposti razionali della paura di essere lasciato da solo e predisponendo all’aggressività da paura.

I proprietari devono capire che il cane è letteralmente preso dal panico e perde lucidità durante questi episodi. Si deve insegnare a questi animali a non associare le proprie reazioni ai segnali che i proprietari involontariamente inviano quando escono (prendere le chiavi, borse e valigette, indossare giacche e cappotti), ma a rilassarsi e ad imparare che l’essere lasciati da soli può essere un’esperienza piacevole anziché drammatica.

Quest’ultimo punto può solo essere ottenuto con programmi specifici di desensibilizzazione. Finché il cane non è in grado di essere lasciato da solo per 30-60 minuti consecutivi, sarebbe preferibile lasciarlo in un posto piccolo e rassicurante e reso confortevole (rinchiuso in una stanza o addirittura in un kennel). Il cane deve avere a disposizione giocattoli, acqua, cibo; si dovrebbero lasciare accese le luci, il televisore, la radio.

Occasionalmente gli animali non rispondono alla modificazione del comportamento; per costoro i dog sitter, ovvero persone di fiducia cui affidare il cane nei momenti di necessità, potrebbero essere una valida alternativa.

 

Educatore e Rieducatore comportamentale Cinofilo Luca Suman

evoluzionecinofila@gmail.com

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Tel. 3401447161

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