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Due giovani liguri sfideranno il deserto a bordo di una vecchia Panda foto

I savonesi Michele Minetto e Davide Baiardi prenderanno parte al Panda Raid 2019

Liguria. Una traversata tra le dune del deserto a bordo di una vecchia Panda. È il viaggio che dall’8 al 16 marzo metterà alla prova due giovani savonesi. Michele Minetto, 28 anni, di professione grafico, e Davide Baiardi, 29 anni, insegnante di lingue e istruttore di Kendo, prenderanno parte al Panda Raid 2019: una corsa a tappe con partenza da Madrid e traguardo a Marrakech, a cui è possibile partecipare soltanto con Fiat Panda o Seat Marbella antecedenti al 2003 (sia 4×4 che 4×2). Sei giorni  estremi, sotto il caldo sole africano dove la coppia di piloti amatoriali si contenderà il titolo con altri 374 equipaggi. Niente gps o cartine satellitari. A loro disposizione soltanto una bussola, il fidato road book e tanto sangue freddo.

«Non si tratta di una gara di velocità – racconta Minetto –. La velocità è relativa e, del resto, dipende dal tipo di terreno e modello di auto. La cosa importante è non perdersi: a tutti gli equipaggi viene dato un road book contenente il percorso. Qui troveremo indicazioni che dovranno essere seguite alla lettera per poter riuscire ad arrivare in tempi ragionevoli al campo base dell’arrivo. La competizione prevede sei tappe e ogni tappa dura in media 8-10 ore. In totale percorreremo 2mila chilometri».

Attraversando i luoghi più suggestivi e selvaggi del paese, il Panda Raid è tutt’altro che una “scampagnata”. Secondo il magazine Quattro Ruote, nella precedente edizione più di un quarto dei partecipanti non è riuscito a completare la gara: forature, danni meccanici e guasti all’impianto elettrico sono all’ordine del giorno. Senza dimenticare lo sforzo di resistenza a cui sono sottoposti i piloti per via del terreno impervio, la sabbia e le alte temperature.

«Non abbiamo mai partecipato a nulla di simile – prosegue il giovane grafico –. L’intento è quello di mettere alla prova le nostre capacità e competenze in un progetto che è durato mesi di preparazione, studio e lavoro di promozione . Parteciperemo con una Panda 900 i.e. 4×2 del 1999 che abbiamo adattato alle condizioni estreme a cui verrà sottoposta, aggiungendo protezioni per il motore e il serbatoio nonché installato sospensioni più resistenti».

Quanto al raid, «l’organizzazione è stata eccellente – aggiunge Minetto –. Al campo base (un piccolo villaggio di tende con bar, ristorante e sale riunioni) troveremo a nostra disposizione camion-officina con le attrezzature necessarie a sistemare l’auto, che inevitabilmente, al termine di ogni tappa, riporterà qualche problema. Al di là dell’intento degli organizzatori (esaltare le qualità innate della Panda come auto semplice ma robusta, un “muletto“ pronto ad affrontare qualunque situazione), parliamo sempre di utilitarie di 20-30 anni fa e non proprio adatte al percorso. Logicamente è anche questione di fortuna e noi andremo come dilettanti allo sbaraglio, pronti a divertirci e a vivere una nuova esperienza».

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