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Deputato Flavio Di Muro (Lega) alla Francia: “Buttate giù la dogana di Mentone”

"Simbolo dei vostri respingimenti e dei ricollocamenti mancati dei migranti provenienti da Ventimiglia"

Ventimiglia. “Buongiorno Macron! Ben svegliato! Grazie per la lettera aperta agli europei. Abbiamo così appreso che l’Europa è da ripensare, che Schengen è da rivedere. Bene, meglio tardi che mai! Mi permetto un piccolo consiglio, un piccolo gesto che è, già oggi, nelle facoltà del Governo francese: BUTTATE GIU’ LA DOGANA DI MENTONE. Oltre a essere fatiscente è simbolo dei vostri respingimenti e dei ricollocamenti mancati dei migranti provenienti da Ventimiglia. L’Italia lo ha già fatto da tempo”.

E’ il commento del deputato ventimigliese della Lega, Flavio Di Muro alla notizia della lettera aperta scritta dal presidente francese ai cittadini dell’Unione nella quale invoca una riforma dell’assetto europeo chiedendo una maggiore integrazione per contrastare i nazionalismi che minacciano l’Ue.

“Cittadini d’Europa – si legge nella missiva twittata in tutte le lingue dell’Unione, tra cui l’italiano – se mi prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci accomunano, ma perché c’è urgenza…Mai, dalla Seconda Guerra Mondiale, l’Europa è stata cosi’ necessaria, e tuttavia non è mai stata cosi’ in pericolo”.

Nella lettera divisa in tre paragrafi principali – “Difendere la nostra libertà”, “Proteggere il nostro continente” e “Ritrovare lo spirito del progresso” – Macron comincia, scrive l’agenzia Ansa, col citare l’esempio della Brexit, un “simbolo della crisi dell’Europa che non ha saputo rispondere al bisogno di protezione dei popoli dinanzi ai grandi shock del mondo contemporaneo”. Ma anche delle “bugie” e dell'”irresponsabilità” che possono “distruggere” il continente. “Chi disse ai britannici la verità sul loro avvenire dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue? Chi disse loro che avrebbero perso l’accesso al mercato europeo? Chi evoco’ i rischi di pace in Irlanda tornando alla frontiera del passato?”, si chiede retoricamente Macron, prima di avvertire: “Il ripiegamento nazionalista non propone niente, è un rifiuto senza progetto. E questa trappola minaccia tutta l’Europa”.
Quindi una serie di proposte per dare una svolta all’Europa, dalla revisione totale di Schengen, come più volte richiesto anche dal deputato Di Muro e dallo stesso vicepremier Matteo Salvini, per conciliare sicurezza e libertà, alla creazione di un Consiglio di sicurezza europeo (con associata la Gran Bretagna) per la Difesa comune, fino al divieto di finanziamenti stranieri a partiti politici Ue.

Emmanuel Macron passa poi all’offensiva in vista delle elezioni Ue del 26 maggio. Una drammatizzazione concepita ad arte, accusano i detrattori, ma che nel 2017, su scala nazionale, consentì all’allora candidato di En Marche di conquistare la poltrona piu’ ambita della République giocandosela nel ballottaggio contro Marine Le Pen.
In ripresa nei sondaggi dopo il crollo vertiginoso in piena contestazione dei gilet gialli, il presidente spera ora di ripetere l’exploit al livello Ue, una vittoria che darebbe nuovo slancio al suo mandato in crisi. La lettera propone anche la creazione di una “Banca europea per il clima” e un “patto” per lo sviluppo dell’Africa. Oltre che una grande conferenza per le riforme europee entro fine anno. “Ovunque – scrive Macron – i cittadini chiedono di partecipare al cambiamento. Allora, entro fine anno, con i rappresentanti delle istituzioni Ue e gli Stati, creiamo una Conferenza per l’Europa con l’obiettivo di proporre tutti i cambiamenti necessari al nostro progetto politico, senza tabù, neanche la revisione dei trattati”. Quindi l’invito rivolto a tutti i cittadini europei a “tracciare insieme il cammino di un Rinascimento europeo”.

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