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Crisi Riviera Trasporti, sindacati dal prefetto Silvana Tizzano: si cerca di scongiurare lo sciopero

Muro contro muro, Triplice e Ugl: «Azienda, Provincia ed Enti proprietari si rimpallano le responsabilità». Sempre più probabile lo stop

Imperia. Non ha avuto l’esito sperato il vertice tra sindacati e direzione generale della Riviera Trasporti: Cgil, Cisl, Uil e Ugl  andranno, come ultimo tentativo,  dal prefetto Silvana Tizzano  per cercare di scongiurare lo sciopero.

«Purtroppo dobbiamo constatare- scrivono in una nota le segreterie –  che società ed enti proprietari si stanno rimpallando le responsabilità per l’immobilismo nell’affrontare le delicatissime questioni in campo. L’assurdo blocco delle 15 assunzioni di personale di guida che neanche a pieno regime riporterebbe un numero congruo di addetti necessario per garantire la copertura del servizio, carenza che sta quotidianamente creando disservizi per la sola ragione di non avere un uomo da mettere al volante, con la conseguente soppressione delle corse».

«Il rientro della sub concessione delle linee dell’entroterra -proseguono-  e del suo personale con la fusione tra la Rtl e Rt, non ancora avvenuto nonostante gli accordi già stilati e la volontà del personale che si è espresso con un referendum che accetta le nuove condizioni lavorative. Il tutto ci viene detto, rimandato dall’ente proprietario con apposite delibere, ad un piano di impresa che sarebbe dovuto essere stilato entro il 28 febbraio e di cui non vi è traccia. Non rimaniamo favorevolmente colpiti dal fatto che all’interno di questo piano venga contenuto come unico elemento a garanzia del futuro economico dell’azienda, la dismissione dei depositi di Sanremo e Ventimiglia, il cui iter partito nella notte dei tempi non è arrivato ancora a compimento, e vista l’imminente tornata elettorale e il cessare dei poteri da parte delle amministrazioni coinvolte, siamo preoccupati dal fatto che questi non vengano portati a termine, rinverdendo gli spettri della passata estate dove ci veniva ventilata l’ipotesi di un concordato fallimentare».

«Queste sigle sindacali -conclude la nota –  che negli anni hanno dimostrato anche attraverso accordi che appesantivano il trattamento del personale, pur di mantenere inalterati i posti di lavori e la stabilità economica, si opporranno con forza a chiunque la voglia considerare la panacea di tutti i mali opporranno con forza a chiunque la voglia considerare la panacea di tutti i mali».

 

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