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Ventimiglia, un doppio mistero nella morte di Alessio Vinci. Sparite carta di credito e carta di identità foto

Gli avvocati dello Studio legale Perrelli & Associés hanno consigliato alla famiglia di compiere ulteriori indagini e accertamenti

Ventimiglia. C’è un doppio mistero nella morte di Alessio Vinci, lo studente di 18 anni di Ventimiglia iscritto al primo anno di Ingegneria Aerospaziale a Torino, il cui corpo è stato trovato da un operaio presso un cantiere del quartiere parigino di Porte Maillot poco prima delle 8 del mattino di venerdì 18 gennaio ai piedi di una gru alta tra i 50 e i 52 metri dai quali Alessio si era, con ogni probabilità, lasciato cadere tra le 6,30 e le 7. Nè sul corpo del giovane, né nel suo portafoglio, né all’interno della camera dell’hotel Le Méridien Etoile dove Alessio ha alloggiato sono state ritrovate dagli inquirenti la sua carta di credito e la sua carta d’identità. 
Poco dopo essere arrivato, da solo, alla Gare de Lyon di Parigi nel pomeriggio di giovedì 17 gennaio, Alessio ha effettuato due transazioni di importo notevole, di cui una da 700 euro. A chi sono andati i soldi? Alessio ha comprato qualcosa? E cosa? Sono tutte domande alle quali, in questo momento, non è possibile rispondere. Così come resta un mistero quella ricevuta con nome di una banca del Principato di Monaco e un importo superiore ai 100mila euro che Alessio ha fatto pervenire al nonno. Quei soldi sono dello studente? Da dove arrivano? E’ Alessio l’intestatario del conto corrente? 
Per trovare una risposta a queste domande, così come a quella del perché il giovane si trovasse a Parigi, lo Studio legale Perrelli & Associés con sede a Milano e a Parigi al quale la famiglia di Alessio si è affidata, ha consigliato a nonno Enzo, l’uomo che da sempre si è preso cura del ragazzo, di svolgere una attività di investigazione e accertamenti, attraverso investigatori privati e avvocati, sia sul computer portatile e sullo smartphone dello studente che sul conto monegasco e sulla carta di credito utilizzata da Alessio. Indagini parallele a quelle già svolte dalla Francia.

“Alla luce dei mezzi di prova acquisiti dagli inquirenti francesi”, ha sottolineato l’avvocato Ciro Perrelli del foro di Milano e Parigi, che ha seguito il caso di Alessio insieme ai colleghi Yoann Munari del foro di Lione e Marco Matarazzo del foro di Milano, “Riteniamo che la procura di Parigi al 90 per cento stia per chiudere il caso archiviandolo come suicidio. Resta però un 10 per cento, che a livello di un ragionamento giuridico non è poco, per il quale abbiamo consigliato alla famiglia di Alessio di chiedere ulteriori accertamenti attraverso l’ausilio di privati quali le società di investigazione e gli avvocati che hanno il diritto ex procedura di raccogliere mezzi di prova”.

I legali vogliono vederci chiaro, per aiutare la famiglia di Alessio a scoprire la verità su quanto accaduto al brillante studente, che si era diplomato con un anno di anticipo e il massimo dei voti al liceo scientifico Aprosio di Ventimiglia e aveva passato la difficile selezione per iscriversi al Politecnico di Torino alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale.

L’ultimo ad aver sentito il ragazzo, è un compagno di università e amico. Alessio lo ha chiamato intorno alle 21. Il contenuto della telefonata resta top secret, così come molti altri dettagli sul caso visto che gli atti sulla morte del giovane sono ancora secretati dalle autorità parigine. 
Una volta arrivato in albergo, a pochi minuti a piedi dal cantiere dove è stato morto, Alessio ha chiesto a un inserviente se avrebbe potuto fumare nella sua stanza d’albergo aprendo la finestra. Non essendo consentito fumare in camera, il giovane è stato visto scendere in strada e ritornare in hotel diverse volte nel pomeriggio fino alle tre del mattino di venerdì, quando è uscito per l’ultima volta. E’ sempre stato solo. E sia in camera che nel cantiere di Porte Maillot gli investigatori francesi non hanno trovato tracce di altre persone. “Tutti questi elementi fanno propendere per l’ipotesi di un suicidio”, aggiunge l’avvocato Perrelli, “Ma sarebbe utile compiere ulteriori accertamenti per capire se Alessio ha navigato, dal pc o dal telefono cellulare, su siti internet in cui si parla di Blue Whale o altro ancora. Così come sarebbe importante ascoltare i compagni dell’università. Per questo però è necessaria l’autorizzazione della famiglia di Alessio”.

Alla luce di quanto emerso nel corso delle indagini, l’avvocato Ciro Perrelli e i suoi colleghi dichiarano che “è possibile compiere accertamenti ulteriori: se poi l’attività investigativa dovesse produrre mezzi di prova tali da far insorgere dubbi sulla possibilità che qualcuno abbia istigato Alessio a togliersi la vita, saremmo pronti a depositare un’istanza presso il magistrato francese titolare delle indagini chiedendo la riapertura del procedimento”. Visto che il “Locus commessi delicti” (il luogo del delitto) è Parigi, il caso resterebbe di competenza della Francia.

Nel frattempo Ventimiglia si prepara a dare l’addio ad Alessio. Non è ancora arrivato il nullaosta per il rimpatrio della salma, ma il fratello di nonno Enzo martedì scorso si è recato a Parigi per il riconoscimento formale del corpo del giovane e per recuperare, presso gli uffici della pg, i suoi effetti personali tra i quali il pc e lo smartphone. Non appena il consolato italiano concederà il nullaosta, la salma di Alessio verrà portata a Ventimiglia, dove avranno luogo i funerali al termine dei quali, il corpo dello studente sarà cremato, secondo le volontà della sua famiglia.

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