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Raccolta “porta a porta”, il neo segretario dem Domenico Abbo punta il dito sull’organizzazione Teknoservice

«Il "porta a porta" usato come "cavallo di Troia" per vendere alla città l'immagine di un attivismo di facciata»

Imperia.«L’avvio del nuovo sistema raccolta rifiuti  “porta a porta” ha creato indubbie difficoltà e ha prodotto in città uno spettacolo di degrado  che è sotto gli occhi di tutti. “Il porta a porta” voluto e fortemente sostenuto nella passata amministrazione dal Pd e e dall’assessore Pino De Bonis, nato come progetto articolato e di sicura valorizzazione della città, si è trasformato in una sperimentazione di dubbia riuscita, venduta in fretta e furia  a un’utenza poco preparata, disinformata e, in molti casi, poco sensibilizzata su quanto se ne possa guadagnare in termini di efficienza e di visibilità della nostra città».

A sostenerlo a nome di tutta la segreteria  è Domenico Abbo, neo segretario cittadino del Partito democratico che aggiunge  «La realizzazione della raccolta differenziata  è ormai una necessità sulla quale dobbiamo confrontarci e  il mancato raggiungimento della quota comporta il pagamento di una ecotassa che grava sugli utenti,  anche per questo sarebbe opportuno un maggior senso civico da parte di ogni cittadino».

Abbo, poi allarga il tiro su tutta l’amministrazione Scajola: «Stigmatizziamo il fatto che il “porta a porta” sia stato usato come “cavallo di Troia” per vendere alla città l’immagine di un attivismo di facciata lo stesso che voleva disseminare semafori, cancellare isole pedonali, “quadrare” rotonde.   La città non ha bisogno di proclami, di manifestazioni di forza o di efficientismo sbandierato. La proroga del servizio  con una ordinanza sindacale, peraltro di durata anomala, ha portato ad un avvio frettoloso e convulso del nuovo servizio senza ulteriormente chiarire come verrà assegnato lo stesso  in via definitiva. Un confronto con i gruppi presenti in consiglio, prima dell’inizio del servizio, avrebbe forse evitato modalità di esecuzione non sempre condivisibili. Perché non si è iniziato gradatamente per aree evitando il caos di questi giorni?».

«Rimbocchiamoci le maniche (in tutti i sensi) -conclude il neo segretario dem –  diamo un contributo di concretezza, partiamo dalla sensibilizzazione dei cittadini, e, per una volta superate le opposizioni sterili, diciamo che quello che ognuno di noi vuole è vedere Imperia pulita. Magari con qualche operatore Teknoservice in più, con un numero Verde e un servizio watshapp che funzionino  regolarmente e con tempestività e con la rapida eliminazione dei vecchi punti di raccolta che costituiscono un freno all’avvio del nuovo servizio e potrebbero creare in futuro criticità di ordine igienico. Va rafforzata la campagna di informazione, capillare ed accurata, che comunichi ai cittadini l’avvio di una buona  pratica a vantaggio di tutti e non un imposizione che si trasforma in dolorosa, ed esosa, punizione».

 

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