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Presa in carico del paziente asmatico, al via il progetto nelle farmacie liguri

Sonia Viale: «Il paziente viene messo al centro, con i suoi bisogni di salute e le sue necessità, nell’ottica di una sanità sempre più vicina ai cittadini»

Liguria. «Partirà entro la fine di febbraio, in tutte le farmacie liguri aderenti, un progetto per aiutare il paziente asmatico a conoscere meglio la propria malattia e promuovere il corretto uso dei farmaci da assumere. Anche in questo caso il paziente viene messo al centro, con i suoi bisogni di salute e le sue necessità, nell’ottica di una sanità sempre più vicina ai cittadini».

Lo annuncia la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale, in vista dell’avvio nelle farmacie liguri di una iniziativa dedicata a chi soffre di asma, in collaborazione con A.Li.Sa.

«Il paziente potrà recarsi nelle farmacie coinvolte – prosegue il commissario straordinario di A.Li.Sa. Walter Locatelli – ed essere guidato nella compilazione di un questionario dedicato, con l’obiettivo di valutare il suo stato di salute e il corretto impiego dei farmaci e dei dispositivi inalatori collegati».

L’obiettivo è quello di potenziare l’aderenza alla terapia (cioè il rispetto delle indicazioni del medico riguardo alle modalità di assunzione del farmaco) contribuendo a ridurre l’incidenza di asma grave, non controllata. L’asmatico è un paziente che segue con difficoltà la terapia prescritta perché, non appena avverte che il suo stato di salute migliora, tende a non assumere più i farmaci nelle modalità prescritte, mettendo a rischio la propria salute e causando anche un incremento dei costi sociali di questa malattia.

Il progetto coinvolge oltre 400 farmacie e prevede l’arruolamento di almeno 1.000 assistiti con il supporto di un applicativo informatico dedicato. L’utilizzo della piattaforma è altamente performante perché permette di rilevare  la  situazione  del  paziente  nel  suo  complesso  e  in  tempo  reale. L’iniziativa comporta il monitoraggio del paziente, con un intervallo che va da tre a sei mesi e l’ulteriore compilazione del questionario, per valutare se abbia seguito la terapia e se il suo stato di salute sia migliorato. Tra gli obiettivi, la possibilità di monitorare con uno strumento certificato e riconosciuto dalle società scientifiche, i risultati dell’intervento del farmacista, in termini sia di salute del cittadino sia di risparmi per il Servizio sanitario regionale, quantificati in mancati ricoveri e accessi al Pronto Soccorso.

«Dal punto di vista clinico – conferma la dottoressa Elisabetta Borachia, presidente di Federfarma Liguria – ci avvaleremo del supporto della dottoressa Paola Minale, allergologa e membro dell’Aaito(Associazione allergologi e immunologi italiani territoriali e ospedalieri) che seguirà la formazione dei farmacisti, in collaborazione con il dottor Alessandro Brega, farmacista dirigente di ASL 4, che si occuperà invece della formazione farmacologica».

Il progetto consolida il percorso di collaborazione che le farmacie liguri hanno avviato da tempo con Regione Liguria, per una “sanità a km 0”, vicina ai bisogni e alle esigenze dei cittadini e segue due importanti iniziative già avviate: la distribuzione in farmacia dei farmaci salvavita (attiva da circa un anno) e dei dispositivi per l’autocontrollo della glicemia per i pazienti diabetici, in fase di avvio sperimentale per la città di Genova, con successiva estensione a tutto il territorio ligure, in alternativa ai Centri della distribuzione diretta.

Questi progetti non solo hanno un’incidenza positiva sulla qualità della vita del paziente, ma contribuiscono a migliorare la sostenibilità economica del sistema sanitario. In particolare, l’aderenza alla terapia riveste un ruolo strategico per la salvaguardia della sanità pubblica. Il farmacista, può davvero diventare un centro di presa in carico della cronicità, un nodo della rete assistenziale, formata anche da medici di famiglia, specialisti e strutture ospedaliere, in grado di guidare il cittadino in un percorso condiviso, affinché la terapia venga seguita correttamente, evitando gli abbandoni e i pericolosi ricorsi all’auto-trattamento. A fronte di questa iniziativa, saranno avviati anche altri progetti, ad esempio, per la gestione dell’osteoporosi, del diabete e delle patologie cardio-vascolari.

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