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Potere al Popolo Imperia a Baldassarre: “Fallacie e luoghi comuni nel suo atto di premura verso le donne”

"Dice poverine alle donne alle prese con la difficile decisione di interrompere la gravidanza. Perché mai sarebbero poverine? Cosa le fa pensare che le donne prendano “quelle decisioni” senza cognizione di causa?"

Imperia. Potere al Popolo replica al consigliere comunale di maggioranza Orlando Baldassarre, che durante il prossimo consiglio comunale del 22 febbraio presenterà una mozione contro la legge 194 che nel 1978 ha legalizzato l’aborto:

“Me lo deve dire il Sindaco in persona, altrimenti non la ritiro, però capisco che per come sia stata presentata questa mozione abbia attirato tutte queste lamentele”.

Il Sindaco ha detto no, signor Baldassarre, e pensare che stavamo preparando il ritorno in pompa magna delle streghe! Signor consigliere non credo che questa occasione persa sia da attribuire al modo in cui è stata presentata la mozione. Piuttosto vorremmo complimentarci per la retorica buonista con cui ha furbescamente infarcito il testo evidentemente sottovalutando la capacità di lettori e lettrici nel comprendere quale obiettivo intendesse realmente traguardare.

Tuttavia pur moderatamente sollevati, vorremmo cogliere l’occasione per segnalare quante fallacie, luoghi comuni ed insostenibili deduzioni sono contenute nel suo atto di premura nei confronti del “gentil sesso”. Come vede ci piace prendere le mosse dalla battuta finale della sua intervista, ancor più esplicativa della mozione stessa.

È vero, come le hanno raccontato le sue amiche, che “è diminuita la soglia di età in cui si rimane incinte”, cosa questa che avrebbe contribuito, a suo dire, ad istituzionalizzare l’aborto. Tuttavia a questo si risponde promuovendo in modo capillare l’educazione all’affettività nelle scuole e quindi destinando quote di bilancio alla formazione di personale capace di intercettare il disagio giovanile specialmente sui temi della sessualità.

È vero che il tasso di natalità nel nostro paese ed in Liguria in special modo è a livelli molto critici, tuttavia non sia ingenuo. L’arretramento economico, la povertà dilagante, la quasi totale assenza di opportunità di lavoro, la distribuzione sempre più iniqua della ricchezza, l’impoverimento culturale cui siamo sempre più drammaticamente esposti per effetto della tirannia del pareggio di bilancio cui la sua Amministrazione è religiosamente votata, non ritiene siano cause decisamente più plausibili della insopportabile vaghezza delle sue ragioni?

Ad un certo punto della sua intervista dice rivolgendosi alle donne, alle prese con la difficile decisione di interrompere la gravidanza, utilizzando l’appellativo “poverine”. Perché mai sarebbero poverine? Cosa le fa pensare che le donne prendano “quelle decisioni” senza cognizione di causa?

Nell’elencare, nella sua paternale offerta di aiuto, alcuni articoli significativi della legge 194, diritto esigibile guadagnato con grande fatica, lei signor consigliere non ne coglie l’elemento strutturale, che vanifica e banalizza le sue argomentazioni, ovvero il riconoscimento della donna come soggetto morale e politico. Al contrario usa espressioni che tradiscono il pensiero patriarcale sottostante la sua mozione: “è una cosa che si portano fino all’ultimo giorno della loro vita. Un trauma, una rinuncia a quello per cui la donna è nata”.

Abbiamo bisogno di strutture consultoriali pubbliche e laiche dove le donne siano aiutate a liberarsi di una cultura della colpa che è retaggio di un patriarcato che riprende vigore proprio attraverso tentativi come il suo. Ci piacerebbe, in proposito, sapere con quale criterio ha scelto le associazioni cui destinare i contributi comunali, ovvero denari pubblici! In fondo non è difficile comprenderne le ragioni.

Il suo, signor consigliere, è un tentativo neppure troppo velato di depotenziare la legge utilizzandone i suoi stessi contenuti, come si evince con chiarezza dalla parte introduttiva della sua mozione. Le “poverine” sanno della mozione passata a Verona, sono già schierate sul campo di battaglia per contrastare “il Pillon” che vuole scaraventarci nel Medioevo e sanno anche di quello che stanno tentando di fare le corti trumpizzate negli States proprio con la legge sull’aborto. Non svalutate la nostra intelligenza.

Pertanto ci permettiamo di consigliarle di percorrere altre vie per fare di Imperia la “città della vita”. Procurate occasioni di lavoro in modo che i giovani non fuggano a gambe levate ancor prima di terminare gli studi, restituite vitalità al Polo universitario, investite nell’edilizia scolastica, cessate con la politica deleteria delle esternalizzazioni. A proposito spieghi piuttosto alla cittadinanza come stanno insieme la sua ipocrita mozione con la decisione del Sindaco di esternalizzare gli asili?”.

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