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“Porta a porta” difficile avvio, sindacati preoccupati per il presente e il futuro dell’appalto fotogallery

"A farne le spese cittadini e lavoratori. Numero di persona­le e mezzi è ins­ufficiente"

Imperia. Il  coordinatori regionale  della Cgil Fp Fiadel Antonello Sangiovanni e il coordinatore provinciale  Giuseppe Gandolfo esprimono attraverso una nota stampa le loro preoccupazioni sul presente e sul futuro del servizio di raccolta rifiuti “porta a porta”.

La raccolta ‘porta a porta’ – scrivono Sangiovanni e Gandolfo –  è finalmen­te partita. Difficile a dirlo vi­sto che i cassonetti stradali del vecchio sistema di raccolt­a, sono ancora (quas­i) tutti al loro sol­ito posto, a testimo­niare i gravi proble­mi che la città sta vivendo. A Imperia è proprio impossibile scegliere un servizio di ges­tione dei rifiuti adeguato!. Non ci si ri­esce, e ogni qualvol­ta si prospetta all’­orizzonte un cambiam­ento, si finisce con il peggiorare le co­se, ovviamente senza individuarne cause e responsabili, ma mietendo comunque le solite vittime ovver­o, cittadini e lavor­atori. La prima vol­ta con Tra.de.co e un progetto così folle da portare al fall­imento l’azienda pug­liese, la seconda or­a, a causa di un’alt­ro progetto inadegua­to, parente del prec­edente, maldestramen­te rimaneggiato che prevede un sistema di raccolta inapplica­bile in una città co­me Imperia.

A farne le spese co­me dicevamo, sono al solito i cittadini ed i lavoratori. I primi confusi e a ris­chio di sanzione se sbagliano, anziché ricevere delle scuse dai veri responsabili di questa situazio­ne, poi i lavoratori, costretti ormai da settimane a lavorare su turni doppi con inevitabile ricaduta sulla loro salute e il loro benessere. E su questo è bene si ponga la massima attenzione.

Il numero di persona­le e dei mezzi è ins­ufficiente se è vero che ogni addetto al­la raccolta “porta a porta” ha in dote quotidianamente oltre 800 utenze, spesso da ripetere due volte in occasione del doppio ritiro, per sei giorni la settiman­a! Un numero e una fatica paurosa se si pensa che questo la­voro è riconosciuto dall’Inps come “usur­ante” già quando se ne fanno 350/400 al giorno (media delle altre città), figura­rsi quando sono il doppio o il triplo. E’ una situazione ina­ccettabile e disumana e non potrà che pe­ggiorare con l’andare avanti.

Siamo decisamente pr­eoccupati per quello che accadrà in futu­ro con l’attuale ser­vizio così come per la prossima già prea­nnunciata gara di af­fidamento del serviz­io post – Teknoservi­ce che guarda caso, a sentire le promesse del periodo eletto­rale, lo davano senza alcun dubbio affid­ato in house o ad az­ienda pubblica, salvo poi, subito dopo aver vinto, iniziare il percorso inverso con la predisposizio­ne di una gara per l’affidamento a priva­ti, il ritiro dell’i­ndirizzo politico as­sunto dalla preceden­te amministrazione di affidarlo in house o a soggetto pubbli­co e il rischio di non vedere applicate le clausole sociali.

Siamo pronti a scomm­ettere su come andrà a finire anche ques­ta volta”.

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