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Ottima annata per l’olio del Ponente Ligure, Baldizzone (Coldiretti): «Produzione raddoppiata e di qualità»

In controtendenza a quelli nazionali, i dati del settore olivicolo locale sono in crescita

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Imperia. Più olive raccolte rispetto alla stagione precedente e più olio disponibile, anche di eccellente qualità. Per il settore olivicolo del Ponente Ligure il 2018 sarà ricordato come un’ottima un’ottima. Nonostante le gelate del mese di marzo e il forte vento di ottobre, la produzione complessiva ha raddoppiato quella del 2017.

«La stagione è stata molto buona, sia dal punto di vista della quantità che della qualità – spiega Andrea Baldizzone, presidente della sezione Sanremo-Ospedaletti di Coldiretti –. Al di là del maltempo che ha caratterizzato alcuni mesi dell’anno, agosto, settembre e ottobre sono stati molto caldi e questo ha permesso un’ottima maturazione delle olive e un bel quantitativo di prodotto. Parliamo di 6500 quintali di olio già certificati e di 2500 quintali in attesa di certificazione, contro i 4600 dello scorso anno».

Un dato in crescita quello della produzione olivicola imperiese che è in controtendenza ai numeri nazionali, i quali, registrando un calo del 57%, hanno determinato un aumento delle importazioni dalla Tunisia e del Marocco con il conseguente moltiplicarsi di frodi e sofisticazioni nei supermercati e nella grande distribuzione.

«L’olio quest’anno è più morbido e delicato – aggiunge Baldizzone –. Questa qualità è dovuta alle precipitazioni abbondanti. A sua volta, le olive in salamoia sono risultate più grandi per diametro con un gusto più dolce. La quantità, poi, è stata davvero ingente e la raccolta è durata fino alla fine di gennaio a differenza delle annate passate che terminava sempre prima e con una discreta salubrità delle olive».

«Tutto ciò – sottolinea il presidente della sezione locale di Coldiretti – malgrado alcune problematiche a cui gli operatori di settore si sono trovati a far fronte. Anzitutto, l’offerta è stata maggiore rispetto alla domanda. Questo squilibrio ha avuto ripercussione soprattutto sui grossi coltivatori che hanno subito un abbassamento del prezzo delle olive all’ingrosso dovuto anche alla bassa resa delle olive al frantoio con varietà molto grosse ma piene d’acqua. Senza dimenticare i danni subiti dagli olivicoltori a seguito delle bombe d’acqua e del forte vento anche a 120 km/h, che si sono abbattuti a più riprese su tutto il territorio regionale alla fine di ottobre. Da Diano Marina a Sanremo, l’olivicoltura ha subito la perdita del 50% delle olive di varietà Taggiasca con gravi conseguenze soprattutto per le coltivazioni sulla fascia costiera. Come Coldiretti abbiamo chiesto alla il riconoscimento dello stato di calamità, il quale, tuttavia, ad oggi non ci è ancora stato riconosciuto. Certo, l’annata si chiude in segno positivo, ma le perdite sono state rilevanti e le aziende del territorio dovevano essere aiutate a ritornare produttive».

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