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Ospedale unico ad Arma di Taggia, Salvatore (M5S): “Viale ci dica dove troverà i restanti 92 milioni”

"L'assessore alla sanità sa bene che la somma stanziata dal Governo per l'edilizia sanitaria non sarebbe sufficiente"

Taggia. “Sull’ospedale unico (o ‘nuovo’) ad Arma di Taggia, l’assessore Viale dichiara, come apprendiamo dai quotidiani: ‘Non si torna indietro’. Avanti tutta, dunque? Quanta certezza: ma i fondi? Viale sa bene che la somma stanziata dal Governo per l’edilizia sanitaria non sarebbe sufficiente. All’appello mancherebbero 92 milioni di euro”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore, prima firmataria di un’interrogazione depositata ieri e che sarà verosimilmente discussa in Consiglio regionale a fine mese.

Il MoVimento 5 Stelle chiede innanzitutto che l’assessore competente chiarisca: “quando ha ricevuto comunicazione da parte del Governo circa lo stanziamento di 108 milioni di euro e in che modo intende procurarsi il restante ammontare per edificare la struttura sanitaria destinata a una gestione che non è dato sapere se sarà affidata a soggetti pubblici o privati? E poi: come intende garantire i tempi di percorrenza del servizio di emergenza effettuato dalle autoambulanze in un territorio che, si sa, presenta gravissime carenze per la mobilità? Criticità che al momento vengono affrontate con una maggiore distribuzione sul territorio dei presidi sanitari”.

“Per quanto riguarda i fondi, rammentiamo a Viale che lei stessa ha dichiarato, a margine della Conferenza dei sindaci della provincia di Imperia dello scorso 11 febbraio, che l’ospedale nuovo ‘potrebbe costare circa 200 milioni di euro’ e che ‘in base all’aumento dei fondi per l’edilizia sanitaria deciso dal Governo, alla Liguria dovrebbero arrivare 108 milioni di euro’. I fondi dunque sono insufficienti a coprire i costi dell’opera”.

“Siamo alle solite? La Giunta Toti ricorrerà al ‘project financing’ o al ‘leasing in costruendo’? Scelta che, lo sappiamo bene, si tradurrebbe poi nell’affidamento della costruzione a un privato, che ne rivendicherebbe successivamente la gestione, e in un pagamento rateizzato da onorare senza alcuna garanzia che le strutture ospedaliere di Imperia e Sanremo possano essere vendute in modo da ricavarne l’ammontare desiderato”, avverte Salvatore.

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