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Motivazioni inconsce nella scelta del partner: come ci si innamora?

Innamorarsi è tra le esperienze più dirompenti, totalizzanti e meravigliose della nostra vita

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Innamorarsi è tra le esperienze più dirompenti, totalizzanti e meravigliose ma, a volte, anche deprimenti e tristissime della nostra vita. E’ qualcosa che ci porta in dimensioni nuove, che ancora non conosciamo di noi stessi. Che non può essere controllato o guarito, ci fa diventare un pò pazzi, stupidi, forse solo più divertenti. Intensamente vivi, carichi di energia, pronti ad esprimersi, espandersi, aumentare le nostre capacità. Posseduti da una passione irrefrenabile dall’altro tirati verso emozioni incontrollabili e travolgenti. Fissati, anche monotematici, incantati, ansiosi, pesanti, angosciati e a volte disperati. In questo momento mettiamo infatti tanto di noi, le parti più intime, le fragilità, fratture ed esigenze.

Un ruolo chiave nel processo di scelta del partner è giocato dai “fenomeni”, messaggeri chimici mediati dall’olfatto che vengono secreti da particolari ghiandole localizzate dietro l’orecchio, nel cavo ascellare e nell’area genitale. Un altro aspetto fondamentale che ci guida nella scelta del nostro partner ha radici profonde. Nella relazione con il partner ognuno di noi porta una propria modalità, uno schema, un modello di come quella relazione sarà e di cosa ci aspettiamo da essa. Questo “schema” lo abbiamo imparato nel corso della nostra storia personale e lo riproponiamo in maniera sistemica nelle relazioni intime. E’ una modalità che ricalca quello che abbiamo sperimentato nel corso delle nostre primissime relazioni significative, ovvero quelle con i genitori. E’ l’esperienza del nostro primo amore, quello con nostra madre o con chi si è preso cura di noi, che ci imprime nella mente un’idea di cosa ci dovremo aspettare dalle relazioni importanti, noi cercheremo storie e relazioni che possano consentirci di ritrovare quel modello. Se ho appreso nel corso della mia esperienza personale che in una relazione significativa c’è da aspettarsi soprusi e angherie, io selezionerò come partner qualcuno che mi faccia soffrire. Molto probabilmente, un partner dolce e affettuoso che porta nella relazione una modalità diversa dal mio, ovvero uno schema orientato alla cura e all’accudimento, mi sembrerà noioso e poco interessante. Non ultime le motivazioni inconsce.

Il partner può essere scelto per soddisfare una o più di queste esigenze: prima per colmare le nostre carenze, proiettando sull’altro i nostri desideri insoddisfatti, le caratteristiche che ci mancano. L’altro è colui che ci completa, ci fa sentire integri, spesso al partner si delega il compito di risolvere i proprio problemi e conflitti e seconda per concretizzare il principio di somiglianza, il partner deve condividere i nostri ideali, valori, lo stile di vita. Grazie al partner ci si sente meno alieni in un mondo che si percepisce avverso e si contrasta la solitudine che non si accetta e ci fa star male. Quando ci innamoriamo si attiva tutta una serie di meccanismi psicologici e biochimici che rendono l’innamoramento molto simile alla dipendenza da sostanze. L’eccitamento fisiologico e sessuale, il bisogno costante e impellente dell’altro, l’accelerazione psicomotoria sono tutti meccanismi tipici che si attivano quando nel nostro corpo sono presenti dosi elevate di Dopamina, Noradrenalina e Feniletilamina.

I risultati di studi hanno dimostrato che durante la fase di innamoramento , i livelli di testosterone aumentano nelle donne e diminuiscono negli uomini. Negli uomini, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, si abbassano i livelli di testosterone, l’ormone maschile che comanda alcuni comportamenti aggressivi, tipicamente maschili, o gli impulsi sessuali. Si spiegherebbe cosi l’“addolcimento” che si verifica con l’innammoramento. Mentre nelle donne, invece, avviene esattamente il contrario, il testosterone aumenta. Ecco perchè le donne innamorate avrebbero più temperamento. Ma la presenza dei neurotrasmettitori non è duratura e lascia spazio a sostanze meno “eccitanti” che però garantiscono stabilità nel rapporto. Le sostanze in questione sono ossitocina per la donna e vasopressina per l’uomo. Tali neurotrasmettitori rappresentano i correlati biochimici di stati d’animo quali affetto, la dedizione, la cura per l’altro e vengono attivati dall’abbraccio e dalle carezze.

Da quando mi sono innamorata di te, ogni cosa si è trasformata ed è talmente piena di bellezza…L’amore è come un profumo, come una corrente, come la pioggia.Sai, cielo mio, tu sei come la pioggia ed io, come la terra, ti ricevo e accolgo” (Frida Kahlo)

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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