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Migranti della ‘Diciotti’ chiedono risarcimento danni all’Italia. 34 erano stati accompagnati a Ventimiglia

Sedici dei quarantuno richiedenti risultano essere nati il 1 gennaio

Ventimiglia. Quarantuno migranti, tra cui un minore, che erano a bordo della nave ‘Diciotti’ hanno presentato un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere al governo italiano un risarcimento per essere stati costretti a rimanere a bordo diversi giorni. Lo rende noto l’agenzia Ansa che cita fonti del Viminale secondo le quali il ricorso sarebbe stato presentato da uno studio legale a nome dei migranti che chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Interno Matteo Salvini un risarcimento tra i 42mila e i 71mila euro. Sedici dei quarantuno richiedenti risultano essere nati il 1 gennaio.

Dopo esser scesi dalla Diciotti, gli stranieri si erano poi rifugiati presso le strutture di Baobab Experience. Il 9 settembre, l’associazione aveva poi accompagnato 34 migranti in pullman della stazione Tiburtina di Roma al Campo Roja di Bevera. Un accompagnamento vicino al confine non autorizzato da nessuna istituzione: della decisione presa dall’associazione erano all’oscuro sia Prefettura che Questura che Comune.

Proprio a Ventimiglia, tra l’altro, su ordine della Procura, la polizia aveva dovuto rintracciare i migranti per notificare loro un atto giudiziario che li riconosceva parti offese nell’inchiesta per sequestro di persona a carico del ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Siamo alle comiche”, aveva commentato il vicepremier, “Su ordine della Procura di Palermo la Polizia di Ventimiglia sta cercando decine di clandestini scomparsi perché possano denunciare per sequestro di persona il Ministro dell’Interno. Applausi!!!”.

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