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L’imperiese Maurizio Gerini ai microfoni di R24: “In Perù è stata una gara impegnativa”

"La dakar è sempre un'incognita. Sai che parti ma non sai mai se sei adeguatamente preparato, perché si va incontro a situazioni incredibili"

Sanremo.  “La dakar è sempre un’incognita. Sai che parti ma non sai mai se sei adeguatamente preparato, perché si va incontro a situazioni incredibili. Non ho dato nulla per scontato e non ho voluto fare pronostici prima di partire” –  afferma l’imperiese Maurizio Gerini ai microfoni di R24 durante la trasmissione radiofonica di Agostino Orsino.

Il pilota è risultato essere il più veloce tra gli italiani  piazzandosi quattordicesimo alla Dakar 2019 in Perù e l’unico connazionale ad entrare nella top 20 nella categoria moto. “L’anno scorso avevo concluso sempre con la vittoria nella categoria Marathon e 22esimo assoluto. L’obiettivo quest’anno ovviamente era quello di migliorare almeno la prestazione a livello assoluto. La categoria fortunatamente me la sono portata a casa ed è arrivato anche il miglioramento nella generale, quindi tutto perfetto” - dice.

Il pilota imperiese ha affrontato dallo scorso 6 gennaio la corsa più dura del mondo caratterizzata da 10 tappe per un totale di 5500 chilometri con partenza ed arrivo nella capitale, Lima. Il programma è stato lunghissimo e il 70% del percorso si è snodato tra le dune del deserto. “L’adrenalina è una componente importante che mi ha accompagnato comunque per tutta la gara. Quest’anno è stata particolarmente impegnativa perché l’organizzazione ha deciso di far rimanere la gara interamente in Perù, dove ci sono zone di deserti veramente sconfinate e molte zone insidiose perché c’è una sabbia davvero molto soffice per la maggior parte del percorso, per cui tutto è in fuori pista - racconta il pilota – Adesso magari da casa chi non è esperto non saprà esattamente di cosa si tratta, comunque guidare assolutamente dove non c’è nessun tipo di traccia, sembra veramente che l’uomo là non ci abbia mai messo piede. Fare tutti questi chilometri è stata una cosa impegnativa. La soddisfazione di arrivare in fondo con un ottimo piazzamento che ripaga di tutti i sacrifici e poi il ritorno a casa dove amici e appassionati mi hanno veramente accolto con grandi festeggiamenti, che mi hanno fatto sentire davvero forse più di quello che pensavo sicuramente, è stata una soddisfazione incredibile”.

“Per fortuna cadute vere e proprie non ne ho fatte, qualche volta mi sono appoggiato però è una cosa che può capitare spesso, perché c’è una sabbia talmente soffice, ammassi di polvere, che si trovano per chilometri e chilometri, nei quali si cerca di galleggiare dentro, ma è molto insidioso” – dichiara - “Il percorso su sabbia comporta una preparazione e uno sforzo fisico maggiore, perché è molto più fisica la tecnica di guida. Nelle dune particolarmente alte che abbiamo trovato è necessario tenere forte il manubrio e alta la ruota davanti perché sennò si infossa e rischi di capottarti. Devi portare tutto il peso sul posteriore, gas aperto e cercare di far galleggiare. Ho fatto un buon allenamento in Tunisia e in Marocco su territori simili e questo mi ha aiutato molto”.

“Ho avuto un’influenza intestinale a partire dal quarto giorno che è stata un po’ una novità per me, perché avevo già fatto gare in paesi dove si può corre in questi rischi, ma finora avevo evitato. Soprattutto il primo giorno sono stata male tutta le notte e alla mattina non riuscivo a mangiare. Ero davvero a zero con le forze però, secondo me, questo tipo di gare si  portano a casa soprattutto quando tutte le cose vanno male e non quando fila tutto liscio. Mi ha messo alla prova e voglio pensare che questo mio modo di andare in riserva mi ha permesso di arrivare in fondo. La reputo quasi una fortuna”.

Ha appena raggiunto un soddisfacente traguardo che già pensa alle prossime competizioni: “Adesso che mi sono un po’ riposato stiamo programmando insieme al mio team il Campionato Italiano Moto Rally, varie gare di Enduro e Moto Rally. Ogni anno cerco di fare un calendario un po’ più leggero ma le gare sono sempre di più. Cercheremo di prepararci al meglio”.

Infine volge un pensiero a Fausto Vignola, il biker ligure scomparso recentemente a soli 37 anni: “Corre sempre con me. Abbiamo fatto tante imprese insieme. E’ una mancanza forte, ma sento sempre la sua presenza, non mi ha mai abbandonato”.

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