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Il Volo torna al Festival di Sanremo: “Celebriamo i 10 anni di carriera sul palcoscenico che ci ha lanciato” foto

"C'è stato un piccolo cambio negli arrangiamenti rispetto al passato, ma fondamentalmente non cambieremo mai, restiamo sempre gli stessi", ha dichiarato il trio

Sanremo. I dieci anni di carriera sono un traguardo molto importante, soprattutto per chi, come Il Volo, ha appena compiuto 25 anni di età.

Il trio vocale composto da Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble torna al Festival di Sanremo dopo la vittoria nel 2015 con il brano “Grande amore”, capace persino di sfiorare la vittoria all’Eurovision Song Contest, con un nuovo brano dedicato al romanticismo intitolato “Musica che resta”, che vede tra gli autori anche Gianna Nannini.

La nostra canzone ieri sera ha avuto un riscontro tra il pubblico in sala super positivo - afferma felice il trio, che prosegue svelando qualcosa di più sul brano in gara – . C’è stato un piccolo cambio negli arrangiamenti rispetto al passato, ma fondamentalmente non cambieremo mai, restiamo sempre gli stessi. Cerchiamo di evolverci senza cambiare però la nostra personalità perché crediamo che se una formula è vincente non abbia senso cambiarla troppo, ovviamente non restiamo immutati, quello sarebbe un errore. Il Festival di 4 anni fa era molto diverso, quest’anno ci sono più giovani provenienti dai talent e nomi importanti che in un anno sono stati capaci di avere un grande successo discografico e live“.

Il legame tra i tre non nasce per scelta, come accade invece a molti artisti, ma in maniera anomala: “Ad unirci all’inizio è stato il regista Roberto Cenci, diciamo quindi che non ci siamo scelti, ma ormai siamo diventati tre fratelli, ci vogliamo molto bene, condividiamo tutto, tranne gli amori“, scherzano.

Con quale spirito Piero, Ignazio e Gianluca vivono questa seconda partecipazione alla kermesse sanremese? Pensano ad una possibile nuova partecipazione all’Eurovision?: “Non pensiamo alla vittoria, pensiamo sera dopo sera. L’emozione che volevamo provare era quella di tornare sullo stesso palcoscenico che ci ha lanciato. Ovviamente ci piacerebbe vincere e sarebbe bello tornare ad esibirsi davanti a 200 milioni di spettatori. In Europa abbiamo un fan base importante e Tel Aviv ci manca come meta“, ironizzano.

Un’esibizione carica di grande emozione per il trio, soprattutto per la presenza di Andrea Bocelli, artista a cui Il Volo cerca di ispirarsi, facendosi insieme a lui portatori del genere del bel canto, simbolo di italianità, in giro per il mondo.

Il Volo tornerà ad esibirsi questa sera sul palco del teatro Ariston e pensa già al duetto che li vedrà protagonisti venerdì sera insieme al violinista Alessandro Quarta. La scelta di un musicista e non un cantante viene spiegata dal trio: “Se la scelta fosse ricaduta su un cantante, avremmo cantato dieci secondi a testa. Alessandro ha il nostro stesso obiettivo ovvero rendere il suo strumento, il violino, rock e renderlo meno classico, esattamente come vogliamo fare noi con le nostre voci“.

La tematica amorosa è un filo conduttore nelle canzoni de Il Volo. In un prossimo futuro ci sarà l’occasione di vederli alle prese con brani politici e impegnati socialmente?: “Non siamo quel tipo di artisti, noi trattiamo un genere musicale che richiama molto il sentimento. Siamo ancora molto giovani, quindi in futuro perché no, ovviamente noi abbiamo i nostri ideali e non ignoriamo ciò che ci circonda, però non sta a noi a farlo, ci sono artisti che sono più appropriati di noi per parlare di certe tematiche. Ovviamente sarebbe più facile se scrivessimo noi i testi, per il momento siamo solo interpreti e non scriviamo ancora brani nostri, quindi per noi è più facile cantare l’amore“.

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