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I Lions di Ventimiglia tornano al liceo Aprosio per parlare di prevenzione foto

L'incontro si è svolto grazie alla preziosa collaborazione del dr. Claudio Battaglia

Ventimiglia. Si chiama Progetto Martina e consiste in un incontro formativo che i Lions, presieduti quest’anno dall’avvocato Gianni Rebaudo, organizzano ormai da otto anni presso il liceo Aprosio per spiegare ai giovani come l’adozione di corretti stili di vita possa aiutare a prevenire i tumori ed altre patologie. Anche quest’anno l’incontro si è svolto grazie alla preziosa collaborazione del dr. Claudio Battaglia, presidente della LILT, e alla disponibilità del dirigente scolastico, Giuseppe Monticone e del delegato al progetto, Davide Vottero.

“Il Progetto Martina – spiega il dr. Luigi Amorosa, responsabile del club ventimigliese per l’iniziativa – è un nostro Service Nazionale: i riscontri che abbiamo avuto negli anni ci incoraggiano ad andare avanti con entusiasmo. Infatti, al termine della lezione viene consegnato agli studenti un questionario per valutare quanto efficace sia stata l’informazione fornita ma, ancora di maggior interesse, è il riscontro delle risposte ai questionari che vengono sottoposti agli studenti a distanza di un anno; lo scopo è di capire se essi abbiano effettivamente migliorato le proprie abitudini di vita a seguito dell’incontro. Ebbene, il 67% degli studenti ha dichiarato di aver cambiato in meglio le proprie abitudini alimentari, il 76% ha incrementato l’attività fisica ed il 27% ha ridotto o abolito il fumo. Questi dati si andranno ad aggiungere a quelli delle tante scuole in Italia in cui i Lions hanno attivato il progetto, raggiungendo 150.000 ragazzi ogni anno”.

“Anche quest’anno – aggiunge il Presidente – abbiamo voluto inserire un breve intervento su un’altra malattia che sta diventando endemica e che i Lion hanno deciso di affrontare: il diabete. I Lions di tutto il mondo stanno agendo contro questa piaga sociale con interventi di prevenzione, di formazione, di assistenza ma, soprattutto, organizzando eventi in cui i partecipanti sono stimolati a svolgere attività fisica, che si è dimostrata essere la migliore arma, sia dal punto di vista preventivo che terapeutico”.

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